Catture, monitoraggio e recinzioni per ridurre gli incontri con l'uomo

Giappone, contro gli attacchi degli orsi, si prova a non abbatterli

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TMNews

Ina (Giappone), 1 set. (askanews) - Ha circa un anno e mezzo, pesa 15 chili ed è appena stata separata dalla madre. Nelle montagne di Nagano questa giovane orsa nera asiatica viene anestetizzata, misurata, sottoposta a prelievi e poi liberata. È parte di un programma avviato nel 1995 che prova a gestire gli orsi senza ricorrere automaticamente agli abbattimenti.

Nel resto del Giappone il problema è diventato sempre più grave. Gli avvistamenti sono aumentati, gli animali arrivano più spesso vicino a paesi e città e nell'ultimo anno ne sono stati abbattuti circa 14mila, quasi 40 al giorno. Tredici persone sono state uccise dagli orsi nello stesso periodo, un record, e altre sei dall'inizio di aprile.

  

A spingerli verso le zone abitate contribuisce anche lo spopolamento delle campagne: terreni agricoli e fasce di separazione ai margini dei boschi vengono abbandonati, la vegetazione cresce e offre agli animali nuovi corridoi. Frutta non raccolta, rifiuti e coltivazioni diventano poi una fonte di cibo.

"Non è che gli orsi in generale stiano diventando più feroci - spiega Shuichi Kitoh, professore emerito di etica ambientale all'Università di Tokyo - Quando parliamo del rapporto tra orsi e persone dobbiamo individuare gli esemplari problematici, che possono essere chiaramente distinti dagli altri. Possiamo farlo attraverso studi ecologici".

A Nagano si usano recinzioni, monitoraggio e catture per allontanare gli animali dalle aree frequentate dall'uomo. Il modello sembra aver contribuito a contenere gli incontri pericolosi, anche se gli esperti avvertono che i confronti con altre regioni sono difficili. E gli abbattimenti non sono scomparsi: quest'anno la quota massima autorizzata nella prefettura è stata raddoppiata.