Ci sarebbero però ancora spiragli di dialogo. Il peso delle elezioni
Medio Oriente, Netanyahu blocca il piano Trump: nessun ritiro da Gaza
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Washington, 10 ago. (askanews) - Prima il perentorio no, poi una timida apertura. Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump. Le Forze di Difesa Israeliane, infatti, si starebbero ritirando sulla Linea Gialla. Ma solo poche per prima il premier israeliano aveva dichiarato: "Non ci ritireremo da Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato." bocciando ufficialmente il piano in quindici punti messo sul tavolo dal Board of Peace voluto da Donald Trump.
Lo stallo nelle trattative dura da mesi nonostante la Casa Bianca avesse definito "storico" l'accordo raggiunto a luglio per la smilitarizzazione di Hamas. Secondo fonti americane Trump non è preoccupato da quello che dice Netanyahu soprattutto in vista delle prossime elezioni di fine ottobre in Israele. Per rassicurare gli alleati della destra più radicale infatti Bibi Netanyahu ha dichiarato: "Finché sarò Primo Ministro, non nascerà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania." Hamas ha chiesto a Washington di esercitare pressioni affinché Israele rispetti la tabella di marcia e non blocchi il processo di pace per ragioni elettorali. Secondo Mladenov, inviato del "Board of Peace": "Il piano è l'unica strada percorribile".
Anche Trump a breve ha un appuntamento cruciale con gli elettori, prima del voto di medio termine ha bisogno di portare a casa risultati concreti, visto che secondo i sondaggi il gradimento degli americani nei confronti del Presidente è in costante e forte calo. Ha pesare sono i tre fronti aperti: Iran, Libano e Gaza. Nel Mar Rosso, gli Houthi sono tornati a colpire il porto di Mocha, mentre prosegue il blocco navale americano contro gli scali marittimi iraniani.