Accordo ponte saltato giovedì, 150-200 persone in strada da 10 giorni
Trattativa acquisto per Spin Time resta aperta, Gualtieri al presidio
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Roma, 8 ago. (askanews) - Va avanti il presidio di Spin Time, con quasi 200 persone tra cui anziani e bambini, che dormono in strada da circa 10 giorni in un agosto torrido. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha partecipato all'assemblea pubblica il giorno dopo il fallimento della trattativa d'acquisto con la proprietà Investire Sgr.
"É dolorosissimo vedere delle persone in strada, vedere delle persone sradicate dal luogo che era diventato non solo una casa ma un luogo che ha saputo costruire un percorso di integrazione", ha detto il sindaco alla folla di sfollati e attivisti.
Di fronte all'ingresso dello stabile occupato da 13 anni in via Santa Croce in Gerusalemme - sfollato e posto sotto sequestro giudiziario dopo un principio d'incendio nella notte tra il 29 e 30 luglio lasciando 400 persone senza casa (tra cui 90 bambini) - ci sono tende, gazebo per l'assistenza, enormi condizionatori e gente che si abbraccia, discute, balla, sta semplicemente insieme.
L'attivista Cecilia Pellizzari: "Sicuramente la trattativa di accordo ponte sul mantenimento dell'esperienza di Spin Time, il continuo della parte residenziale, culturale e degli attivisti dentro Spin Time, è sicuramente a una battuta d'arresto, quella è effettivamente finita. La trattativa sull'acquisto invece rimane aperta".
Sait, cittadino curdo che si occupa dei laboratori dei giocattoli:
"Le trattative non sono chiuse del tutto, perché si pensa prima a mettere in sicurezza lo spazio". "Qui ci sono dei bambini che sono nati, che vanno nelle scuole del quartiere, che sono stati sbattuti fuori, per me è un reato", aggiunge.
Ai due ingressi la strada è bloccata dalla polizia. Dentro tantissimi giovani, per molti la meglio gioventù, tra concerti, incontri, attività per bambini: uno spazio di aggregazione a cielo aperto.
"Si vede per strada quello che c'era dentro, effettivamente alla luce del sole, su una strada, è molto più impattante. Per conoscere effettivamente le realtà che collaborano, che lavorano insieme, tra l'abitativo, il sociale e il culturale, dentro a Spin Time dovevi entrare. Oggi le stesse cose che facevamo dentro le vedi fuori".
Intanto le famiglie che vivevano nel palazzo, avendone i requisiti, riceveranno una casa popolare. Walter, tra i primi ad occupare con Action: "Non ho la palla di vetro. Non penso che rientrerò, del futuro non v'è certezza. Ho i requisiti per la casa popolare, ma c'è gente prima di me".
Infine l'appello degli attivisti: "Abbiamo ricevuto un'enorme solidarietà dalla società civile rispetto a oggetti, fondi, una risposta incredibile. Ora e dal primo giorno ripetiamo sempre, che il nostro corpo in questo spazio è fondamentale, venire a occuparlo, venire a far vedere che siamo in tanti, venire a far vedere che un pezzo di città è veramente qua fisicamente e ci vuole rimanere finché non riotterremo lo spazio e le persone non avranno un tetto degno sotto sui stare", conclude Pellizzari.
Servizio di Stefania Cuccato
Montaggio Linda Verzani
Immagini askanews