Vicino a La Guaira volontari a lavoro: "A ognuno assegnamo un numero"

Venezuela, la sepoltura di oltre 150 corpi non identificati

Il tuo browser non supporta il tag iframe

TMNews

La Guaira, 6 lug. (askanews) - Una fila di semplici croci bianche con piccoli mazzi di fiori sotto. Hanno tutte la stessa data di morte: 24 giugno 2026. In una zona separata del cimitero di La Esperanza a La Guaira, Venezuela, vengono sistemati per essere seppelliti più di 150 corpi ancora non identificati dopo i terremoti del 24 giugno scorso che hanno messo in ginocchio il Paese.

"Abbiamo iniziato qui il 25 giugno, il giorno dopo il sisma, livellando e preparando il terreno per scavare e creare terrazze, assicurandoci che tutte queste persone avessero luoghi di sepoltura dignitosi", racconta Eli Zavala, volontario. "Come potete vedere, questo è stato un lavoro di dedizione e amore, guidato da un team di volontari e individui che si sono fatti avanti per compassione e comprensione della situazione che stiamo affrontando".

  

Si stima, racconta, che in questa area possano essere seppelliti più di 2.000 corpi. "Sia ai corpi identificati che a quelli non identificati vengono assegnati numeri in base ai loro luoghi di sepoltura e a un codice generato da un'organizzazione forense governativa - spiega ancora - ciò consente a un membro della famiglia di identificare un parente altrimenti non identificato, utilizzando i ritratti e le fotografie scattate, e di sapere esattamente quale posto gli è stato assegnato in base a quel codice".

Secondo i dati ufficiali aggiornati al 5 luglio, almeno 3.342 persone sono morte e altre 16.700 sono rimaste ferite nei terremoti gemelli. Con quasi 200 edifici completamente crollati, la maggior parte dei quali a La Guaira, più di 17.000 persone sono rimaste senza casa e dormono in rifugi e campi temporanei. Il governo non ha fornito alcuna cifra relativa ai dispersi, ma le Nazioni Unite stimano che potrebbero esserci ancora circa 50.000 persone disperse. Molte famiglie continuano ancora a cercare tra le macerie a più di dieci giorni dal sisma.