Von der Leyen: 80% degli scambi con l'Europa esente da dazi
L'Ue promette aiuti all'Armenia contro la "coercizione russa"
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Roma, 2 lug. (askanews) - L'Unione Europea vuole aiutare l'Armenia a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico e, a tal fine, un team di esperti dell'Ue arriverà nel Paese la prossima settimana per sostenere questi sforzi.
Lo ha detto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan a Erevan, rispondendo a una domanda sull'eventuale disponibilità dell'Unione Europea ad assistere l'Armenia qualora la Russia utilizzasse i prezzi del gas naturale come strumento di pressione politica, considerando la forte dipendenza del Paese dalle forniture di gas russo.
La presidente della Commissione ha dichiarato: "So che l'Armenia sta ancora subendo una forte pressione economica da parte della Russia, in realtà una 'coercizione economica'. Ma state tranquilli, quando aumenta la pressione sui nostri partner, l'Unione europea si fa avanti. E ho anche un annuncio da fare qui. Presto riceverete altri 18 milioni di euro per aiutarvi a rafforzare e a diversificare il commercio".
"L'ottanta per cento dei vostri scambi commerciali con noi sarà ora esente da dazi - ha aggiunto - e con questo possiamo reindirizzare i prodotti che attualmente dipendono ancora fortemente dal mercato russo e inviarli al mercato unico dell'Unione europea di 450 milioni di consumatori".
"Per quanto riguarda l'energia, è necessario adottare un
approccio strategico globale e articolato su più livelli - ha proseguito -. Così come stiamo aiutando l'Armenia a diversificare i propri scambi commerciali, rafforzando la resilienza del Paese, vogliamo anche aiutarla a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. Per questo motivo, la prossima settimana un team di esperti dell'Unione Europea si recherà in Armenia. Abbiamo una vasta esperienza in situazioni di questo tipo. Lo abbiamo visto in Ucraina, lo abbiamo visto in Moldavia e anche noi, come Unione Europea, abbiamo vissuto situazioni simili".