Operazione dei carabinieri con Wwf, incastrata a 50 m in profondità
Alle Isole Tremiti recuperati oltre 200 chili di rete a strascico
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Roma, 26 giu. (askanews) - Recuperata una rete a strascico di oltre 200 chili, intrappolata su un relitto a circa 50 metri di profondità nell'area marina protetta delle Isole Tremiti.
La complessa operazione subacquea è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il nucleo carabinieri di Pescara, Wwf Sub, il diving MarlinTremiti e il Laboratorio del MA.RE. e rientra all'interno del progetto Ghost Gear del Wwf Italia, con l'obiettivo di ripulire il Mediterraneo dagli attrezzi fantasma.
Riccardo Ginex, vicecomandante del Centro subacquei dei Carabinieri: "Un'attività complessa in tre giorni, con immersioni ripetitive ogni giorno a una profondità importante, ma il risultato per i Carabinieri e il Wwf è fondamentale per andare a ripulire i fondali del Mediterraneo da reti abbandonate che continuano a produrre danni nell'ecosistema marino".
La rete, probabilmente trasportata all'interno dell'area marina protetta dalle correnti, era rimasta impigliata nel relitto diventando una pericolosa trappola per la fauna marina.
Rimuoverla nell'area ricca di biodiversità non è stato semplice, cercando di salvaguardare le specie presenti, come la cernia bruna, murene, scorfani neri e per la presenza, nei fondali più profondi, del raro Corallo Nero, protetto e particolarmente sensibile.
Previste altre immersioni per rimuovere del tutto la rete intrappolata in profondità, che si stima di circa una tonnellata. L'obiettivo è poi quello di favorire il recupero ecologico dell'intero sito, trasformando il relitto in un rifugio stabile e sicuro per la biodiversità marina.