29 italiani, più 3 residenti; Tajani: rispetto dei diritti e liberarli
Flotilla, sbarco degli attivisti ad Ashdod: 87 in sciopero della fame
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Roma, 20 mag. (askanews) - In Israele è iniziato lo sbarco del primo gruppo di attivisti della Flotilla nel porto di Ashdod, a circa 40 chilometri a sud di Tel Aviv, mentre un secondo trasferimento è atteso in giornata. Le forze israeliane hanno intercettato tutte le barche della missione umanitaria diretta a Gaza, sequestrando circa 430 volontari provenienti da oltre 40 paesi: 29 sono cittadini italiani (a cui si aggiungono 3 residenti in Italia), tra cui il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, il deputato del M5S Dario Carotenuto, l'ex consigliera comunale di Firenze Antonella Bundu e il leader del collettivo di Fabbrica delle ex GKN, Dario Salvetti, tra gli ultimi a essere intercettati.
I funzionari dell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv sono in contatto con le autorità israeliane ad Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la loro ripartenza per l'Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire, secondo la Farnesina.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il collega israeliano Gideon Saar. Tajani ha chiesto che i cittadini italiani vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo affinché siano tutelati "l'incolumità e i diritti di ogni singolo attivista". Per protestare contro il rapimento illegale e in solidarietà con oltre 9500 prigionieri palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, almeno 87 dei partecipanti hanno aderito a uno sciopero della fame, rende noto la Global Sumud Flotilla sui suoi canali social.
"Dopo aver salpato verso Gaza per consegnare aiuti umanitari e sfidare il blocco illegale, questi partecipanti civili sono stati rapiti con la forza dalle acque internazionali e portati in territorio israeliano contro la loro volontà", denuncia l'ong Adalah, sottolineando che "questi atti sono una diretta estensione delle politiche israeliane di punizione collettiva e di affamamento dei palestinesi a Gaza".
Il ministero degli Esteri israeliano ha definito l'operazione come "una trovata pubblicitaria" al servizio di Hamas.
"Un'altra flotilla di pubbliche relazioni è giunta al termine. Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e stanno raggiungendo Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari", ha dichiarato martedì in tarda serata un portavoce del ministero degli Esteri.