L'attore a Cannes attacca Trump, Putin e Netanyahu
Bardem contro la "mascolinità tossica" e denuncia genocidio a Gaza
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Roma, 18 mag. (askanews) - Dalla violenza contro le donne, ai leader che scatenano le guerre, al genocidio a Gaza: lo spagnolo Javier Bardem a tutto campo in conferenza a Cannes, tra cinema e denuncia. L'attore è stato acclamato per la sua interpretazione nel film "El ser querido" (L'amato) di Rodrigo Sorogoyen, nei panni di un regista diviso tra carriera e il rapporto con sua figlia da ricucire, quando la sceglie come attrice in un suo film. Ma oltre che a far parlare per la sua prova attoriale, Bardem, partendo dai difetti sel suo personaggio, ha parlato di "mascolinità tossica" che porta gli uomini a uccidere le loro ex mogli e fidanzate e a scatenare guerre, con riferimento diretto a Trump, Putin e Netanyahu.
"Questo problema riguarda anche il signor Trump, il signor Putin e il signor Netanyahu - ha detto con parole forti - è un fottuto comportamento tossico maschile che sta causando migliaia di morti.. dobbiamo parlarne".
Poi, ha aggiunto: "Ho 57 anni e provengo da un Paese molto maschilista chiamato Spagna, dove in media due donne vengono uccise ogni mese dai loro ex mariti o ex fidanzati, il che è orribile. È incredibile che vengano uccise così tante donne. E in un certo senso lo abbiamo normalizzato. È come se, beh, è orribile. Voglio dire, siamo fottutamente pazzi? Stiamo uccidendo le donne perché alcuni uomini pensano di possederle?".
Bardem si è schierato più volte a favore della causa palestinese, e sempre in conferenza stampa ha detto: "Gaza, ad esempio.. Il genocidio è un dato di fatto. Puoi combatterlo, puoi cercare di giustificarlo, spiegarlo. Questo è un dato di fatto. Puoi essere contrario o puoi giustificarlo. Ma se lo giustifichi con il tuo silenzio o con il tuo sostegno, sei a favore del genocidio. Questi sono fatti" ha concluso.