La mostra, pop e politica, "Sergeant S.N.A.F.U."
L'informazione come arma, Anna de Carbuccia da Brun Fine Art
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Venezia, 11 mag. (askanews) - Le sculture spiccano sul Canal Grande, proprio accanto alla Galleria dell'Accademia. Sono colorate, brillano metalliche nel sole, e rappresentano dei soldati a grandezza più o meno naturale che brandiscono dei microfoni come arma. È la mostra che la galleria Brun Fine Art dedica a Venezia all'artista corsa Anna de Carbuccia, intitolata "Sergeant S.N.A.F.U.".
"In questo momento di grande confusione di notizie, fake news e anche di confusione nell'andamento della gestione della Biennale - ha spiegato ad askanews la gallerista Pilar Pandini - abbiamo pensato che, malgrado i tempi ridotti, fosse l'occasione ideale per presentare il lavoro di Anna de Carbuccia. Gli S.N.A.F.U. sono dei soldati virtuali, sono dei giornalisti mascherati e utilizzano il microfono come arma di guerra perché effettivamente come sappiamo le notizie o le false informazioni possono a volte essere gravi quanto un'arma, perché possono offrire e creare danni importanti sia a Paesi sia a persone".
Antropologa e fotografa, l'artista ha scelto un approccio diretto a uno dei temi più caldi del nostro tempo. "Noi abbiamo deciso di combattere con l'arte in modo silenzioso - ha aggiunto la gallerista - ma comunque combattere, un termine sempre molto forte, tenendo presente che ci sono degli argomenti importanti che spesso vengono messi in secondo piano in questo momento, nel quale chi urla di più spesso ottiene maggiore attenzione. Le sculture sono molto colorate, abbiamo usato il colore per avere attenzione e anche un soggetto un po' pop".
Le sculture vogliono anche riflettere fisicamente una delle caratteristiche dell'informazione contemporanea, contraddistinta da aggressione e seduzione, che a volte lavora anche come strumento di distrazione collettiva.