Lo spettro di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz

Allarme carburante per gli aerei, timori per i voli estivi

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TMNews

Roma, 6 apr. (askanews) - La guerra con l'Iran e l'incognita sulla sua durata continua a spaventare e ora si inizia a fare i conti anche con i carburanti in vista delle vacanze estive, con i timori di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz.

Dopo la notizia del carburante non disponibile a Pasquetta all'aeroporto di Brindisi e gli allarmi sulle "quantità limitate" anche in altri scali italiani, si temono mesi di voli annullati, rimandati e incertezze generali e in molti si chiedono se valga la pena prenotare, attendere o fare subito un'assicurazione in caso di viaggio cancellato.

  

"Non prevediamo carenze di carburante a breve termine, ma la situazione è in continua evoluzione. Al momento i nostri fornitori possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio" ha fatto sapere Ryanair. Se la guerra "dovesse concludersi presto, le forniture non subiranno interruzioni". Ma se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei" ha precisato la compagnia.

Qualcuno è già corso ai ripari. L'Indonesia ha annunciato un aumento di 28 punti percentuali delle accise sul carburante per aerei, affermando che ciò consentirà alle compagnie aeree di aumentare il prezzo dei biglietti per i voli nazionali, il cui aumento è fissato dal governo, fino al 13%. Il ministro dell'Economia indonesiano, Airlangga Hartarto, ha dichiarato ai giornalisti che il sovrapprezzo sul carburante per aerei passerà dal 10 al 38%, mentre il prezzo base del biglietto aumenterà tra il 9 e il 13%.