Al Parlamento europeo voto su regolamento per norme più severe

Bruxelles approva la creazione di centri per migranti fuori dall'Ue

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Roma, 26 mar. (askanews) - Il Parlamento europeo ha approvato in sessione plenaria a Bruxelles l'avvio dei negoziati con il Consiglio Ue per passare alla fase successiva del processo legislativo sul nuovo regolamento per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi presenti irregolarmente nell'Unione, aprendo la strada a un inasprimento delle sanzioni contro i migranti irregolari e alla loro potenziale espulsione verso "centri di rimpatrio" fuori dal blocco dei 27, sul "modello Albania" dell'Italia.

I deputati del Parlamento europeo a Bruxelles hanno approvato il testo con 389 voti a favore (una maggioranza composta da Ppe, Conservatori ed estrema destra), 206 contari e 32 astensioni.

  

Le misure sono una richiesta della maggioranza degli Stati membri, nonché dagli eurodeputati di destra e di estrema destra, che hanno accolto il voto con un fragoroso applauso in aula.

Il testo approvato dal Parlamento europeo prevede, in sostanza: l'obbligo per i cittadini di paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio di cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell'Ue; la possibilità di detenzione fino a 24 mesi per i migranti da rimpatriare che non rispettano quest'obbligo di cooperazione; la possibilità di deportare le persone da rimpatriare verso un paese terzo, nei cosiddetti centri di rimpatrio ("return hubs") sulla base di un accordo tra questo paese e gli Stati membri, o la stessa Ue.

Nelle ultime settimane, un piccolo gruppo di Stati membri dell'UE (Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi) si è formato per studiare questi modelli, imparare dai loro "errori" ed esplorare la possibilità di avviare progetti pilota, possibilmente "già entro la fine dell'anno", secondo quanto riferito da un diplomatico. Altri Paesi, tra cui Francia e Spagna, sono invece scettici sull'efficacia di questi centri.