"Confronto con organi stampa è fisiologico in una democrazia"
Liguria, Bucci: dossieraggio non esiste, siamo noi la parte lesa
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Genova, 17 mar. (askanews) - "Il presunto monitoraggio nei confronti del Secolo XIX, lo dico con nettezza, non esiste.àNoi siamo la parte lesa in questa vicenda.àLo sono i cittadini liguri, lo è la Regione, lo è lo staff di comunicazione,àlo è il presidente, lo è il sottoscritto. Perché quando si parla di dossieraggio si evoca un'attività oscura, clandestina e intimidatoria. Si evoca un abuso di potere, si insinua un comportamento incompatibile con le istituzioni.Tutto questo, molto semplicemente, non è mai accaduto". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, intervenendo in consiglio regionale sul caso dei presunti dossier ai danni dei giornalisti del Secolo XIX.
"È stata costruita una narrazione - ha aggiunto Bucci - che attribuisce a me, al mio staff di comunicazione e alla Regione Liguria comportamenti illeciti, scorretti o addirittura intimidatori.àNon c'è nulla di tutto questo, non ci sono dossieraggi, non esistono black list di giornalisti,ànon esistono vademecum, non esiste alcuna attività organizzata volta a condizionare l'informazione. Esiste invece una cosa molto semplice: il puro confronto.àUn confronto che avviene quotidianamente tra istituzioni e organi di informazione".à
"Un confronto - ha affermato - che è assolutamente fisiologico in una democrazia matura. Alzi la mano e non ha mai mandato un'osservazione critica a un giornale. Un confronto che rientra pienamente nel perimetro dell'articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di stampaàma anche il diritto di ogni cittadino, quindi anche del presidente della Regione e di tutti quelli che sono qui in Regione, di esprimere il proprio pensiero e di rappresentare osservazioni critiche".
"Il mio staff di comunicazione come qualunque ufficio stampa di qualunque amministrazione pubblica - ha sottolineato il presidente della Regione Liguria - anche qui nel nostro territorio valuta quotidianamente ciò che viene pubblicato, segnala eventuali inesattezze, rappresenta osservazioni, anche quando provengono da privati cittadini che osservano quello che è scritto, leggono quello che è scritto e riferiscono. Questo non è un reato, non è un sopruso, è il normale esercizio di un ruolo professionale nel rispetto delle istituzioni per cui la occupi".