La prevenzione come arma principale contro le malattie
L'impatto dell'ambiente sul rischio onco-ematologico
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Roma, 11 feb. (askanews) - Preservare l'ambiente intorno a noi per favorire la prevenzione comune. È questo il messaggio lanciato dal libro "L'impatto dell'Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico", che raccoglie gli atti del Convegno Nazionale AIL 2024. Prendersi cura di noi stessi è legato, in maniera indissolubile, alla riduzione dei rischi ambientali, diminuendo la possibilità di sviluppare tumori che colpiscono il sangue, il midollo osseo e il sistema linfatico. Ne ha parlato Aurelio Angelini, sociologo dell'ambiente e curatore del libro: "Presentiamo questo volume che raccoglie gli studi che sono stati presentati lo scorso ottobre in questa conferenza nazionale che ha fatto l'AIL, che non è la prima, e non è neanche il primo volume, in cui mettendo mondi diversi della scienza, quindi da quella medica a quella sociale, quella statistica a quella degli operatori sul campo, abbiamo raccolto questi studi che danno uno spaccato sull'impatto che c'è tra le principali sorgenti ambientali con il sistema della nostra salute, del nostro benessere".
In prima linea da oltre 55 anni AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma. Ricerca scientifica e assistenza ai malati il fulcro della loro mission, come spiegato dal Presidente Nazionale AIL Giuseppe Toro e da Adriano Venditti, Direttore del Dipartimento Onco-Ematologia di Tor Vegata.
"Sono oltre trent'anni che AIL è impegnata su questo fronte. Abbiamo cominciato soprattutto con la Sicilia, col petrolchimico di Gela e con il petrolchimico di Augusta che seminava morti, che creava grossi problemi alle gestanti. Grandi denunce arrivavano dai pediatri, dove nascevano bambini con meno dita o con un orecchio in meno. Questo allarme, portato avanti anche da AIL ha fatto si che oggi, su questi siti, si è avviato un processo di bonifica. Ma ancora c'è tanto da fare" ha detto Toro.
"Più o meno il 90% delle malattie tumorali, delle neoplesie sono dovute a interazioni ambientali. Tutto il resto era imputabile anche a predisposizione personale, a predisposizione genetica, ma anche in questi casi l'ambiente è un trigger per la predisposizione individuale. L'attività fisica è un elemento importante per la prevenzione delle malattie tumorali e quindi anche in onco-ematologia. Il muscolo ormai è considerato un organo immunologico, il muscolo quando è attivo produce delle sostanze che potenziano il sistema immunologico e in questo senso fanno prevezione" ha aggiunto Venditti.
Il filo rosso che unisce inquinamento, stile di vita e rischio onco-ematologico. La creazione di una consapevolezza comune a tutti è il primo passo per provare a diminuire le percentuali di fatalità e contrazioni delle malattie legate al sangue.