Gli attacchi pesano anche sulla riapertura del valico di Rafah

Abitanti di Gaza riabbracciano i loro cari. Nuovi raid israeliani

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TMNews

Roma, 4 feb. (askanews) - Sono almeno 18, stando a quanto riferito da fonti sanitarie ai media palestinesi, le persone uccise, tra cui quattro bambini, nei raid lanciati dalle forze di difesa israeliane (Idf) che hanno colpito la zona orientale di Gaza City e Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza.

Attacchi che pesano sull'avvio della seconda fase del piano per Gaza, e a poche ore della parziale riapertura del valico di Rafah con l'Egitto. La Croce rossa è stata informata della cancellazione delle procedure di evacuazione medica dei feriti dopo gli attacchi, mentre il Coordinatore israeliano delle attività governative nei Territori (Cogat) ha dichiarato che il valico è stato aperto regolarmente anche questa mattina.

  

Alcuni palestinesi malati e feriti hanno potuto attraversare il confine con l'Egitto per ricevere cure mediche, dalla sua riapertura limitata: le autorità egiziane hanno mobilitato 150 ospedali e 300 ambulanze, oltre a 12.000 medici e 30 squadre di emergenza per accogliere i pazienti da Gaza. I pochi che sono potuti rientrare a casa, attraverso Rafah, abbracciano e si commuovono nel rivedere i loro cari.

"I miei sentimenti sono indescrivibili - dice una donna - sono così felice di essere con mio marito, i miei figli, la mia famiglia, i miei cari e naturalmente qui nella mia terra natale. Il sentimento di appartenenza alla propria terra prevale su qualsiasi altro".