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Il Wwf lancia una grande campagna per le aule-natura nelle scuole

Roma, 15 set. (askanews) - In Italia ci sono più di 40.000 cortili scolastici, ma tantissimi sono completamente inagibili o non fruibili. Oppure sono fazzoletti di cemento usati solo per una breve ricreazione e qualche volta un po' di attività motoria. Un fatto grave e ancor più assurdo con l'emergenza Covid-19 che richiederebbe più educazione all'aperto. Per questo il Wwf ha lanciato la campagna per donare delle "Aule Natura" alle scuole di 14 aree metropolitane, dei micro-habitat in cui si possa imparare vivendo e non solo facendo teoria. Spiega Maria Antonietta Quadrelli, responsabile dell'Ufficio Educazione del Wwf Italia:

"Una cosa che mi ha colpito, io mi sono letta attentamente tutti i documenti del Comitato Tecnico Scientifico, è stato fatto un monitoraggio di tutti gli spazi interni ed esterni alla scuola utilizzabili per la didattica e non viene mai citato il giardino o il cortile della scuola. Se guardiamo i dati, i bambini e gli studenti nei capoluoghi di regione hanno a disposizione 8,5mq a testa di spazi all'aperto, quindi più del doppio di quella che è la metratura necessaria per il distanziamento."

Uno spreco che diventa anche un inquietante messaggio per il futuro: se gli unici spazi all'aperto che i bambini vedono a scuola sono abbandonati o usati come rimesse, come tratteranno la natura quando saranno adulti? Senza contare i rischi a cui i più piccoli vanno incontro se non giocano abbastanza in spazi aperti: l'obesità infantile è un problema sempre più grave in Italia, e tornano malattie come il rachitismo, che era debellato da decenni.

"Si parla ormai di sindrome da deficit di natura, i danni della mancanza di movimento per i bambini più piccoli ed esplorazione con i sensi e di relazione con un ambiente che è estremamente ricco di stimoli e non ha il libretto delle istruzioni e ci mette al confronto con l'inaspettato, ed è una scuola insostituibile".

È qui che interviene l'aula-natura, uno spazio di almeno 80mq con alberi, cespugli e piante per attirare gli insetti impollinatori, piccoli cassoni per l'orto, un piccolo stagno. Tanti stimoli naturali attraverso cui si possono insegnare e integrare non solo le scienze e la biologia ma anche arte, narrativa, meteorologia, geografia. Per una Natura maestra di vita, che fa bene anche alla salute dei bambini.

"Io l'ho sperimentato - racconta Quadrelli - quando ero una guida ambientale all'inizio del mio lavoro, quando portavo i bambini di vari territori e in particolare quelli milanesi che erano i più agitati, in un luogo particolarmente magico, la foresta allagata di Alberete sul delta del Po. I bambini entravano urlando in questo sentiero e dopo un'oretta di passeggiata in mezzo alla meraviglia, circondati da sensazioni, colori e riflessi, uscivano rilassati e tranquilli. Era veramente ogni volta un miracolo che si ripeteva".

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