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Dalle App alle auto senza conducente

Utility e app la flotta taxi più grande d’italia sempre al tuo servizio

Dalle App alle auto senza conducente

UN CONVEGNO DI URITAXI E 3570 SULL'INNOVAZIONE NELLA MOBILITA'

Non siamo ancora pronti all’auto senza pilota. Malgrado siano diverse le incarnazioni di HAL 9000, il supercomputer di “2001: Odissea nello spazio”, il punto è che l’89% degli italiani non è ancora pronto per le driverless cars e solo il 7% pensa che saranno presenti sulle nostre strade nei prossimi 10 anni; un impressionante 23% non ne ha mai sentito parlare, eppure le auto senza guidatore sono già una realtà concreta oltreoceano. I dati emergono da un sondaggio realizzato da Istituto Piepoli, commissionato da IT Taxi, che è stato presentato a Roma lo scorso 6 ottobre durante l’IT Taxi Smart Mobility Talk, l’evento sul futuro della mobilità promosso da IT Taxi - 3570 e moderato da Marco Montemagno. Poco cambia se le hanno battezzate auto-robot, Google-Car, auto-autonome o senza pilota, smart-car o driverless car. In ogni caso qui, la corsa alla guida autonoma è ancora lontana. Dal sondaggio è emersa l’esistenza di un gap tra chi già sfrutta le mobility app - e ne conosce i vantaggi - e chi non ne ha mai installata una (quasi 2 italiani su 3): per colmare questa mancanza di informazioni, IT Taxi ha realizzato una Guida Rapida alla Smart Mobility, scaricabile gratuitamente da www.ittaxi.it, con il contributo di alcune tra le realtà più rappresentative nel nostro Paesem tra cui  BlaBlaCar, car2go, CityMapper, Moovit.

 

MOBILITY APP: MOLTI NE PARLANO, POCHI LE USANO

Gli italiani sono meno digitalizzati di quanto ci si possa aspettare in tema di mobility app: solo il 27% ha installato almeno un’app sul proprio smartphone negli ultimi anni, ma la percentuale di chi le usa ogni giorno scende all’8%. Il 19% dichiara di usarle spesso, ma una buona parte degli intervistati dichiara di usarle solo qualche volta (21%) o raramente (10%). Eppure, secondo l’ultimo censimento Istat sul tema (2011), sono quasi 29 milioni le persone che ogni giorno si spostano: praticamente la metà della popolazione italiana. Considerando che in dieci anni sono cresciute di circa 2,1 milioni, è ragionevole pensare che questo numero sia aumentato negli ultimi 5 anni.

Malgrado il 74% degli italiani sia d’accordo sul fatto che l’utilizzo della tecnologia (app e altro) abbia migliorato la vita di pendolari o di chi viaggia spesso, esiste anche un 42% che non utilizza nessuna mobility app; tuttavia tra coloro che ne fanno uso, oltre 8 italiani su 10, ne percepiscono chiaramente i vantaggi, dichiarandosi soddisfatti. Il motivo è chiaro e passa per la sicurezza del servizio e la facilità di utilizzo. Vantaggi che si trasformano in numeri: il 67% degli intervistati trova affidabili e vantaggiose le app per servizi di trasporto; tra i motivi principali, la possibilità di prenotare (39%) e pagare (42%) da smartphone in ogni momento e il vantaggio di risparmiare tempo (41%). Marginale la fascia dei pessimisti: solo un 27% si dichiara scettico, perché teme che l’app potrebbe non funzionare quando serve (40%) o dare problemi al momento del pagamento (27%). Tra gli ostacoli rilevati, anche l’assenza o carenza di segnale, che spesso non permette di usare il servizio al meglio (28%) - un problema ancora presente in diverse zone d’Italia - e una scarsa dimestichezza con l’uso di app (23%).

Chi viaggia percepisce in modo inequivocabile i benefici che l’uso della tecnologia apporta nei servizi usati nel quotidiano. Tuttavia c’è un 73% degli italiani ritiene che l’innovazione non possa sostituire del tutto l’apporto dell’uomo nei trasporti: sorprendentemente è proprio la fascia più giovane (18-34 anni) ad incidere maggiormente su questo dato, con il 43% delle preferenze espresse. Questo tipo di diffidenza si riscontra anche al momento di valutare i mezzi senza pilota. Il 40% degli intervistati pensa che, come un qualsiasi computer, l’auto senza guidatore potrebbe smettere di funzionare mentre è in uso e un italiano su 3 ritiene che sia importante affiancare al pilota automatico il controllo umano. A frenare il mercato delle drivereless car potrebbero essere anche quanti amano mettersi al volante della propria auto e viaggiare. Non importa la meta a quel 20%. Ma nelle statistiche trova spazio anche la curiosità: il 19% degli intervistati dichiara di essere attratto dalla novità, ma di non essere ancora pronto ad acquistarne una. Solo l’8% al momento la comprerebbe: non sappiamo se per stupire o rimanerne stupito.

 

SE LE PRIME AUTO SENZA GUIDATORE SULLE NOSTRE STRADE FOSSERO DEI TAXI?

L’idea del noleggio senza conducente non piace agli italiani. Almeno non piace al 60% che non li utilizzerebbe: solo l’8% dei nostri connazionali si è detto favorevole. Al contrario è una idea che sfizia a Singapore, dove un servizio di taxi con auto a guida autonoma ha debuttato riscuotendo successo. “Dal sondaggio emerge che un’ampia fetta di italiani non sfrutta al meglio le opportunità offerte dall’innovazione per migliorare i propri spostamenti: ci auguriamo che la nostra Guida Rapida alla Smart Mobility, con i consigli di alcune delle principali realtà attive in Italia, possa contribuire a colmare questo gap”, ha dichiarato Loreno Bittarelli, Presidente UriTaxi e 3570. Intanto, mentre negli Stati Uniti, California, Nevada e Florida hanno liberalizzato da tempo la sperimentazione della guida autonoma su suolo pubblico tanto che le driverless car di Google hanno percorso già più di 300mila miglia, nel Michigan stanno creando una mini-città autonoma grande quanto 18 campi da calcio, per ricreare in modo fedele le condizioni di uno spaccato urbano.

 

Roberta Maresci

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