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3570, la Cooperativa molto «sportiva»

Gli iscritti all’Associazione praticano calcio, calciotto, tennis e tiro a volo Danilo Pandolfi: «Passione, organizzazione e sul campo il defibrillatore»

3570, la Cooperativa molto «sportiva»

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«Amicizia, sport, emozioni. Sì, il 3570 ha anche un’associazione sportiva dilettantistica che è la nostra passione. È nata insieme alla Cooperativa ed io ne sono orgogliosamente il responsabile da cinque anni». A parlare è Danilo Pandolfi, 40 anni, romano del Tiburtino, tassista del 3570. Il gruppo Facebook che fa proseliti è di tutto rispetto: pullula di foto di premiazioni, mega cene dopo le vittorie, festeggiamenti in grande stile, video cliccatissimi negli spogliatoi.

Pandolfi, un’attività sportiva che è cresciuta nell’ultimo periodo quella del 3570. Ci racconta come?

«Si è iniziata a sviluppare molto quando abbiamo cominciato a prendere parte ad eventi, tornei a livello nazionale etc. Ogni anno, ad esempio, partecipiamo al “Torneo del Petrolio” con la nostra squadra di calcio a 11, nostro fiore all’occhiello».

Cos’è il «Torneo del Petrolio»?

«Un torneo composto da tutte squadre aziendali (di grandi società) dell’intero Stivale: si svolge da ottobre ad aprile. Noi siamo arrivati primi al campionato di serie B e ora vedremo di arrivare alle finali dell’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport). Già siamo in semifinale, tra poco si capirà se partiremo o meno per Alba Adriatica dove avranno luogo, appunto, le finali regionali».

Lei in che ruolo gioca?

«In centrale difesa, il vecchio “libero”, il vecchio Franco Baresi. Quest’anno siamo stati per un goal la miglior difesa in classifica».

Calcio punta di diamante. E poi?

«Siamo in una cinquantina nel gruppo, tra membri della squadra di calcio e quella di tiro a volo, formata da 11 tiratori. Una bella realtà il volo, che partecipa al torneo nazionale con tutti i tassisti delle altre città d’Italia. Un evento che ogni anno cambia location di svolgimento. Quest’anno si terrà il 31 maggio a Roma al campo da tiro a volo Valle Aniene».

Tra le vostre attività ci sono anche altri sport?

«Da maggio a luglio organizziamo un torneo di calciotto interno: solo tassisti del 3570, siamo 120. E nel 2011 abbiamo vinto le Euriadi, il torneo organizzato da associazioni di zona Eur, un triathlon di cui calcio, tennis e golf. Siamo arrivati primi in tutto».

Altri riconoscimenti conquistati?

«Nel 2010 arrivammo primi nel calcio a 11 al Torneo a Adriasport Cervia e anche nel 2013 primi alla finale del tiro a volo a livello nazionale».

Un impegno forte al di là del lavoro.

«È lo spirito di squadra che ci unisce oltre al connubio lavoro-sport. Abbiamo stabilito un orario a cavallo tra il nostro turno della mattina e quello pomeridiano per non perdere ore di lavoro. Ci alleniamo dalle 13.30 alle 15.30, anche l’allenatore è un nostro tassista. È un modo per unire lavoro e piacere e rimanere in contatto con il collega, che non è solo quello che trovi sulla “piazza”. È condivisione di divertimento, delle emozioni, del tempo libero. E un gruppo dove abbiamo imparato ad essere amici veri».

Un gruppo di tutti uomini? Nessuna donna?

«Sì, tutti uomini dai 35 ai 45 anni, tutti romani, anche se le tassiste nel 3570 non mancano. Ma sono poche per organizzare, ad esempio, una squadra idonea di pallavolo e a nessuno piace il tiro a volo per adesso. In futuro sicuramente il nostro gruppo si svilupperà ancora su altri sport e si allargherà di numero, come già è cresciuto in questi ultimi anni».

Una grossa mano ve la dà la Cooperativa…

«Assolutamente sì, ci sta vicino su tutto e pubblicizza il nostro simbolo che ci fa essere riconoscibili con la nostra identità. Mi preme dire che siamo anche uno dei pochi gruppi sportivi ad avere in dotazione un defibrillatore, e siamo tutti assicurati contro eventuali infortuni».

Novità in cantiere?

«Quella di creare un piccolo Cral al pomeriggio per coinvolgere i nostri familiari, con una palestra...»

A casa che vi dicono? Lei ha figli?

«Sono sposato e ho due figli, un maschio e una femmina».

Vengono a fare il tifo per lei quando gioca?

«Certo, il maschio l’ho contagiato con la passione del pallone. Che ci dicono a casa? Che stiamo troppo dietro allo sport e ci vorrebbero di più in famiglia visto che giochiamo il sabato mattina».

Quale episodio ricorda con più emozione?

«La finale del torneo di calciotto, con il presidente, il vicepresidente. Da alcuni anni lo facciamo in un circolo sull’Appia con piscina e musica. L’ultima volta ci siamo fatti tutti insieme il bagno vestiti, puro divertimento».

Scaramanzie prima di scendere in campo?

«Quando giochiamo la sera poi andiamo a mangiare la pizza; invece quando giochiamo il sabato mattina chi segna o chi fa il compleanno quel giorno poi il martedì successivo porta tramezzini e pizzette o altro negli spogliatoi per mangiare assieme. È la nostra usanza, e quest’anno ci ha portato bene».

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