I BIANCOCELESTI VINCONO 2-1 A BOLOGNA

Lazio più forte delle polemiche

Carlo Antini

Le polemiche sugli adesivi antisemiti non distraggono la Lazio. A Bologna la squadra di Simone Inzaghi vince 2-1, coglie la quinta vittoria consecutiva in campionato (la settima considerando anche l’Europa League) e resta al terzo posto in classifica insieme alla Juventus. Un successo meritato per i biancocelesti che, come promesso dal presidente Lotito, entrano in campo e svolgono il riscaldamento con una maglia speciale: la foto di Anna Frank e la scritta «No all’antisemitismo» per ribadire ancora una volta la ferma posizione della società, peraltro già ricordata prima della partita con una corona di fiori deposta dal capitano Senad Lulic ai piedi della lapide in memoria dell’ungherese Arpad Weisz, allenatore del Bologna che morì in un campo di concentramento. I tifosi biancocelesti presenti al Dall’Ara, però, inviano ancora una volta un messaggio diverso intonando il canto fascista «Me ne frego» con saluto romano prima di entrare nella curva intitolata proprio a Weisz. In campo, dopo la lettura del diario di Anna Frank, la Lazio domina in lungo e in largo. Per trovare il gol del vantaggio i biancocelesti impiegano meno di quattro minuti: la consueta azione manovrata, un cross preciso di Lulic e il piatto destro di Milinkovic-Savic, imparabile per Mirante. Nonostante l’ottimo avvio di campionato, nei primi quarantacinque minuti il Bologna non riesce mai ad opporsi allo strapotere tecnico e tattico della squadra ospite. Le occasioni per la Lazio non si contano: Parolo sfiora il raddoppio di testa al 7’, Immobile colpisce il palo a porta vuota al 17’ e due minuti dopo spreca anche un calcio di rigore, procurato da Milinkovic-Savic, calciando ancora sul palo. Per il secondo gol biancoceleste bisogna dunque attendere il 28’, quando Mirante sbaglia l’uscita e per Lulic è semplice scavalcarlo con un colpo di testa. La Lazio meriterebbe anche il terzo gol, ma Mirante compie un miracolo su Immobile e poi Leiva colpisce l’ennesimo palo della serata biancoceleste. Nella ripresa, però, la partita cambia. Il Bologna accorcia le distanze dopo appena cinque minuti grazie al goffo autogol di Lulic e prende coraggio, mentre la Lazio non è più reattiva come nel primo tempo. Al 56’ Masina ha addirittura l’occasione per pareggiare, ma manca il colpo di testa da pochi passi. Poi in campo regna l’equilibrio. Dopo aver mandato in campo Nagy a fine primo tempo, Donadoni fa esordire anche l’uruguaiano Falletti e inserisce Okwonkwo alla ricerca di una scossa. Inzaghi sceglie invece Nani e Lukaku per Luis Alberto e Lulic, che non prende bene la sostituzione e fa un brutto gesto verso il proprio allenatore. La parte finale della sfida è molto fisica e riserva poche emozioni. Parolo spreca il match point al 91’ e i biancocelesti devono soffrire negli ultimi minuti, quando il Bologna colleziona calci d’angolo. Ma alla fine vince la Lazio, con merito.