100mila firme contro

Fifa, oltre 100mila firme contro Infantino: "Ha abusato del suo potere con Trump"

Carlo Scagnoli

Oltre 100.000 persone hanno firmato una denuncia contro il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e accusano il numero uno del calcio mondiale di avere "abusato del suo potere, violato il suo dovere di neutralità politica e violato il suo dovere di lealtà" attraverso le sue interazioni con Donald Trump. Lo riporta il Guardian, citando la campagna "Reboot Fifa" che era stata già lanciata prima dei Mondiali con l'obiettivo di presentare "la più grande denuncia mai ricevuta dalla FIFA" in merito alle presunte carenze di governance dell'organizzazione. Da allora, la campagna ha esteso il raggio delle sue accuse e ha incluso nel dossier il caso Balogun (il calciatore della nazionale Usa la cui squalifica fu annullata per intervento di Donald Trump) e il progetto Fifa Forward Enterprise voluto da Infantino e poi abortito a seguito di numerose proteste. La denuncia è stata presentata oggi al comitato etico della FIFA e, in una lettera di supporto, gli organizzatori di Reboot FIFA, il gruppo di attivisti Fair Square, chiedono al comitato di intervenire. Una denuncia precedente, presentata nel dicembre dello scorso anno, non aveva ricevuto risposta dal comitato, ma aveva ottenuto il sostegno della federazione calcistica norvegese e di 50 parlamentari europei.

"Il fatto che 100.000 persone abbiano aggiunto la propria firma a questo appello per la trasparenza è una chiara prova della crescente preoccupazione dell'opinione pubblica", si legge nella lettera di Fair Square. "In quanto organo giudiziario indipendente incaricato del compito cruciale di tutelare l'integrità e la reputazione del calcio, il comitato etico non solo deve agire, ma deve anche dimostrare di agire con la dovuta sollecitudine, trasparenza e rigore". La lettera elenca otto episodi che costituiscono la base della denuncia di Reboot Fifa, i quali, secondo Fair Square, "forniscono prove inconfutabili del fatto che il presidente della FIFA abbia, come minimo, abusato del suo potere, violato il suo dovere di neutralità politica e violato il suo dovere di lealtà nel tentativo di ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti". Tra gli episodi citati figurano il caso Balogun - in cui Trump ha ammesso di aver chiesto alla FIFA di rivedere il cartellino rosso inflitto all'attaccante statunitense - e lo scandalo FFE. Vengono inoltre menzionati l'assegnazione del premio Nobel per la pace FIFA a Trump, il coinvolgimento di Infantino nel Board of Peace di Trump in Medio Oriente e la promessa del presidente della FIFA di collaborare con Trump per "rendere di nuovo grande non solo l'America, ma anche il mondo intero", un gesto che, secondo Fair Square, dimostra una mancanza di neutralità politica.

  

La FIFA, interpellata per un commento, ha fatto riferimento a una dichiarazione pubblicata un mese fa. "È sempre più evidente che da parte di alcuni è in atto uno sforzo concertato e continuo per minare la FIFA e il suo presidente", si legge nella dichiarazione. "Coloro che non godono del sostegno delle federazioni affiliate alla FIFA non dovrebbero cercare di ottenere, attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione, ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici stabiliti dalla FIFA". Domenica scorsa la FIFA ha confermato che Infantino si ricandiderà per un quarto e ultimo mandato il prossimo anno, nonostante le pressioni della UEFA e le critiche provenienti dalla Confederazione asiatica e dalla CONCACAF (la Confederazione del Nord e Centro America e dei Caraibi). La UEFA ha chiesto a Infantino di dimettersi e ha recentemente annunciato l'intenzione di avviare un procedimento penale negli Stati Uniti in merito ai piani della FFE.