AGORA' LAZIO

Lazio, la Consob resta in silenzio

Con un atto datato 4 agosto 2026, Alfredo Parisi, azionista di minoranza della S.S. Lazio e presidente pro tempore di Federsupporter, ha formalmente sollecitato la Consob a fornire un riscontro su due precedenti segnalazioni e sulla loro presa in carico. Il sollecito , reso noto con un comunicato, è stato presentato anche in nome e per conto di Fabio Fravilli, anch’egli azionista biancoceleste e socio dell’associazione. Al centro della vicenda ci sono due segnalazioni riguardanti la diffusione di notizie ritenute “price sensitive” relative alle azioni della S.S. Lazio S.p.A., trasmesse all’Autorità di vigilanza il 22 e il 25 maggio scorsi.

La prima era stata inviata dallo stesso Parisi il 22 maggio tramite posta elettronica certificata e risulta ricevuta dalla Consob nella stessa giornata. Tre giorni dopo, il 25 maggio, un’analoga segnalazione era stata trasmessa da Fabio Fravilli. Entrambe riguardavano informazioni considerate dai firmatari potenzialmente rilevanti per il titolo S.S. Lazio S.p.A. Il silenzio dell’Autorità significa che nulla sia stato fatto? La domanda, quindi, è un’altra: perché non fornire almeno un riscontro sulla presa in carico?

  

È questo il punto centrale del nuovo atto. Parisi non chiede alla Consob di rendere pubblico ciò che deve restare riservato, ma di confermare la ricezione e la regolare protocollazione delle segnalazioni e, nei limiti consentiti, di fornire informazioni sul loro stato di trattazione. Una richiesta che assume particolare rilievo per la natura della vicenda. La Lazio non è soltanto una società di calcio: S.S. Lazio S.p.A. è una società quotata e gli esposti riguardano informazioni considerate dai loro autori potenzialmente rilevanti per il titolo.

Ma c’è anche un altro elemento. La vicenda Lazio ha ormai superato i confini di un confronto tra la società, i piccoli azionisti e i gruppi organizzati di tifosi. La partecipazione di circa trentamila persone alla manifestazione, gli Stati Generali organizzati al Teatro Manzoni e le migliaia di lettere inviate alle istituzioni hanno dato alla questione una dimensione pubblica molto più ampia. Il punto, dunque, non è conoscere oggi l’esito di verifiche delle quali non sappiamo neppure se sia possibile confermare l’esistenza. È capire che fine abbiano fatto le segnalazioni del 22 e del 25 maggio.

Sono state semplicemente acquisite e protocollate? Sono all’esame degli uffici? È in corso un approfondimento riservato? Oppure la Consob ritiene che non vi siano elementi sui quali intervenire? Resta inoltre un ulteriore interrogativo, tutt’altro che secondario: quale eventuale impatto potrebbero avere gli esposti e gli accertamenti che ne dovessero derivare sull’iter relativo al progetto di ricostruzione e riqualificazione dello Stadio Flaminio? È un punto, fa presente Parisi, che merita di essere chiarito, soprattutto considerando la rilevanza pubblica e istituzionale assunta dal progetto.

Ora la parola torna alla Consob. Non per rivelare ciò che deve restare riservato, ma per chiarire, nei limiti consentiti, se quelle segnalazioni siano state prese in carico e quale percorso abbiano seguito. Una risposta che, per la dimensione ormai assunta dalla vicenda Lazio e per i possibili riflessi anche sul dossier Flaminio, non interessa più soltanto i due firmatari degli esposti. Interessa una comunità compatta di oltre trentamila persone che sta disertando le partite di campionato e portando avanti una protesta che comincia a trovare sostegno ed eco anche presso altre tifoserie italiane.