Calcio, il retroscena che rimette nei guai Infantino. Ecco l'accordo segreto tra FIFA e Superlega
Proprio nel giorno in cui la Fifa blinda il suo presidente, Gianni Infantino, a margine del vertice di Rabat, un nuovo documento svelato dal The Guardian rischia di incendiare nuovamente il panorama del calcio mondiale. A condire il tutto, siamo a soli 7 mesi dalle prossime elezioni del nuovo (o vecchio) numero uno della federazione regina del calcio mondiale. Quella rivelata dal quotidiano britannico e ripresa da Calcio e Finanza è un'indiscrezione che, se non smentita, porrebbe Infantino in una situazione ancor più spinosa rispetto a quella attuale provocata dal naufragio del Fifa Forward Enterprise. Secondo quanto emerge dal documento, Gianni Infantino e la Fifa - tramite un accordo rimasto segreto - sarebbero stati disposti ad appoggiare la Superlega in caso di approvazione del progetto nonostante la netta chiusura di facciata: "Disapprovo fortemente la creazione della Super League", erano state le parole a corredo del dirigente svizzero di origini italiane, supportate dal comunicato della Fifa in cui si criticava il progetto per la sua contrarietà ai principi di "solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria".
Tanto che nell'ottobre 2020 - sei mesi prima della tempesta di fango che in 48 ore rase al suolo l'idea dei 12 club fondatori (tra cui Milan Inter e Juventus) - sarebbe stato firmato tra le parti un term sheet delineante una parnership di almeno dodici anni tra Fifa e Superlega, con tanto di joint venture per la gestione delle attività commerciali e il nome della FIFA (crittografata nell'accordo come "WO1") associato alla competizione europea indipendente. Ciò che rivela la testata inglese - dunque - è l'esistenza di un documento preliminare non vincolante che però "concordava i termini di una futura partnership" tra Fifa e Superlega, con Gianni Infantino coinvolto come membro dello staff della federazione mondiale e "pienamente consapevole della sua evoluzione".
Al momento in cui scriviamo non è ancora pervenuto alcun comunicato o dichiarazione ufficiale lato Fifa che entri nel merito del retroscena riportato dal The Guardian. Ma se un nuovo caso dovesse montare sulla testa di Infantino, la sua cavalcata verso quello che sarebbe il terzo mandato (da aggiungere ai 3 anni di sostituzione a Blatter) risulterebbe almeno un pizzico più impervia. Premesso che non c'è molto tempo, perché a novembre eventuali concorrenti alla presidenza Fifa devono presentarsi - nelle ultime due elezioni Infantino era il solo eleggibile - l'opinionista Paolo Condò scrive sul Corriere della Sera che l'Uefa, in rotta di collisione con la Fifa sul caso del progetto FFE, starebbe valutando di appoggiare la candidatura del presidente qatariota del Paris St.Germain Nasser Al-Khelaifi, peraltro uno degli esponenti più attivi nella lotta dell'Uefa nel 2021 contro la Superlega.
Intanto però le scuse di Infantino dopo il suo tentativo di "privatizzare" una parte dei Mondiali hanno fatto rientrare il caso, almeno a parole. Il Consiglio Fifa, pur riconoscendo "gli errori commessi" nella presentazione della proposta FFE, a margine del vertice di Rabat (capitale del Marocco), ha ribadito "il pieno sostegno" al suo presidente. "Ci sono sempre lezioni da imparare e Fifa continuerà a migliorare i suoi processi alla luce di questa esperienza": il futuro ci dirà se con Infantino o no.