Nazionale

Italia, prove tecniche di un nuovo CT azzurro. Se due indizi fanno una prova

Due indizi fanno una prova: Mancini e Malagò ancora insieme

Se la scorsa settimana l'esordio stagionale contro lo Sporting Eur era sembrato un piacevole amarcord – con il gol del Presidente della FIGC su assist del "Mancio" –, il secondo atto andato in scena alla "Fossa" ha tutto l'aspetto di un vero e proprio vertice programmatico. Per la seconda settimana consecutiva, infatti, Giovanni Malagò e Roberto Mancini hanno condiviso il rettangolo di gioco con la maglia dell'Aniene Over 60. E se due indizi fanno una prova, l'accordo per la panchina della Nazionale sembra ormai viaggiare a passo spedito.

  

Questa volta, però, per battere il tostissimo Circolo Tennis Eur c'è voluto un finale da thriller. Dopo un pirotecnico 6-6 nei tempi regolamentari (tripletta di Barchitta, gol di Verzaschi, Gori e Rubei per l'Eur; poker dello scatenato Gilardoni e sigillo di Barra per l'Aniene), la sfida si è risolta solo ai calci di rigore con un netto 1-4 per i gialloblù.

La "regia" del Mancio e i sussurri di spogliatoio

A rubare la scena è stato ancora una volta l'ex CT azzurro. In un match tiratissimo, Mancini ha preso per mano la squadra con una prestazione totale: un gol, ben cinque assist e la freddezza di firmare il rigore decisivo nella lotteria finale.

A bordo campo, tra gli spettatori della Coppa dei Canottieri, i sussurri si sono fatti decisamente più maliziosi rispetto a sette giorni fa. Se una partita insieme poteva essere solo "romanticismo da Lungotevere", la seconda apparizione consecutiva della coppia d'oro dello sport italiano profuma di strategia. Con la panchina dell'Italia da assegnare e Malagò saldamente al comando della Federazione, questa sintonia totale, mostrata per due settimane di fila sotto i riflettori del torneo, somiglia sempre di più a un "pre-ritiro" politico.

Mentre i tifosi sognano il grande ritorno del CT Campione d'Europa, i due continuano a scambiarsi palloni e sorrisi d'intesa. La trattativa per il futuro azzurro, forse, non è mai stata così vicina alla fumata bianca.