-2 agli stati generali
Lazio, svendita senza fine: altre cessioni per avere soldi con cui cercare i rinforzi
Il ds della Lazio Angelo Fabiani passeggia per le stradine del centro sportivo di Formello con la calcolatrice in mano. Serve vendere per comprare ma il mercato dei sogni, per gli altri, non di certo per i tifosi biancocelesti, non sarà solo a saldo zero. Bisogna chiudere col segno più il bilancio, come accaduto a gennaio quando furono 24 i milioni con cui il club di Lotito archiviò la sessione invernale.
La realtà è questa, il supermarket è aperto, il cartello vendesi appeso all’ingresso della casa laziale: questa è l’unica soluzione per limitare i danni in una società che ha chiaramente mancanza di liquidità e un presidente che, per scelta personale, non interviene mai personalmente con l’immissione di capitale. I ricavi diminuiscono, due anni senza Europa a cui va aggiunta la protesta dei tifosi che non vanno allo stadio da febbraio e non hanno nessuna intenzione di tornare all’Olimpico. Ieri un altro segnale forte e chiaro: è partita la prelazione per gli abbonati della passata stagione, ebbene sono poco meno di cento i sostenitori che vogliono assistere alle gare interne della squadra di Gattuso. Il boicottaggio dei gruppi organizzati prosegue e, almeno dalle previsioni della vigilia, dovrebbe colpire nel segno.
L’anno scorso l’incasso arrivò a 7.3 milioni dalla campagna abbonamenti, questa volta sarà molto più basso. Nel complesso dal botteghino entreranno venti milioni in meno e allora non resta che vendere, tanto. Hanno già salutato Provedel, Gila e Romagnoli, portiere e centrali titolari di una difesa che con Sarri erano stati il punto di forza della Lazio. Sacrifici dolorosi che si uniscono alle difficoltà oggettive di chiudere persino trattative da 6 milioni, come l’acquisto del giovane danese Asp Jensen saltato ieri per l’impossibilità di alzare la propria offerta. Hanno il foglio di via pronto Lazzari, Pellegrini, forse Tavares e Artistico. Per non parlare dei pochi big rimasti che sarebbero sacrificati (questo, in verità, accade per tutte le squadre italiane) in caso di proposte irrinunciabili. Anche il giovane talento delle giovanili Calvani è stato venduto al Milan per 2.5 milioni (una plusvalenza che fa comodo al bilancio appesantito da politiche sempre al risparmio) e altri ragazzi stanno fuggendo verso Trigoria con dispiacere doppio per i tifosi. Il quadro si compone anche di una Lazio Women che sta per cominciare la sua stagione senza le migliori, una diaspora continua e preoccupante in un settore in cui il presidente Lotito ha sempre investito di malavoglia.
L’atteso progetto Lazio 2032 è sparito, si vendono i giocatori per lanciare la campagna abbonamenti, si scrivono lettere senza contenuti, non ci sono risposte alle legittime domande di un popolo che vuole sapere dove porterà questa politica di contenimento dei costi.
Nessun guizzo, nessun segno di vita, solo una lenta agonia senza provare a fare qualcosa per convincere qualche oppositore a tornare a casa. Se ne parlerà sabato al teatro Manzoni agli Stati Generali aspettando un segnale di vita di una società sempre più in crisi.