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Agorà Lazio, Gianni Walter Bezzi: il presidente sbaglia ma i tifosi cambino approccio

Gianni Walter Bezzi

Caro Direttore, lo della Lazio mondo presso per tutto quello so da gennaio in poi. desolante, che fa se penso a cosa ria di questa squadra. diati per la nostra lano ci sono tifosi che ha vinto tanto, detto chiaramente. i trofei, ma la vostra storia è meravigliosa". È una storia fatta di sofferenze, retrocessioni, spareggi, persino di morti, eppure così ricca di passione da renderci unici. Ecco perché ciò che sta accadendo è inaccettabile.

 

  

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Parecchi mesi fa, in alcune trasmissioni in cui si faceva soltanto la critica al presidente, mi permisi di dire che era ora di cambiare strategia. Perché questa guerra quotidiana sui media, a mio avviso, non serve a nulla. Se avete capito qualcosa di quest'uomo, sapete che a lui piacciono le sfide: più lo incalzi, più si mette comodo. Pensavo allora che l'unica via fosse non andare più allo stadio. Ebbene, devo ammetterlo: anche questo non è servito a niente. E qui sta il punto più amaro. La diserzione non ha prodotto risultati, e nel frattempo ha rischiato di far perdere a tanti il senso di appartenenza. Per questo, pur comprendendo le ragioni della protesta, credo che oggi servirebbe anche un passo da parte della tifoseria. Lasciare l'Olimpico vuoto, da solo, non ci ha portato da nessuna parte. Io stesso non ho condiviso tutto: vai allo stadio per la semifinale con l'Atalanta e poi salti il derby? Quello non l'ho capito.

Detto questo, anche la società ha le sue responsabilità. L'errore più grande del presidente resta non aver voluto accettare un confronto.

Perché non sedersi a un tavolo con i responsabili della tifoseria? Far finta di niente, mentre intorno c'è un mondo stravolto, non aiuta nessuno. Lotito appartiene a una vecchia guardia di presidenti che non esiste quasi più: oggi ci sono fondi, proprietà straniere, strutture capaci di sostenere i club in modi diversi. Lui resta legato a un modello che il calcio moderno ha superato.

La chiosa, però, deve essere di speranza. Ora è arrivato Gattuso, uno degli allenatori più amati. Non vedo ancora una luce chiara in fondo al tunnel, ma so che da qualche parte bisogna ripartire. E si riparte solo se tutti, società e tifosi, faranno la loro parte.

Perché il calcio è passione, appartiene alla gente. Senza amore non c'è il calcio. E senza amore non c'è la Lazio.