PERSONAGGIO
Alla Lazio serve il vero Zaccagni
Alla ricerca del capitano perduto. Zaccagni è sparito, la sua è una stagione nel complesso molto deludente ma resta la finale di Coppa Italia contro l’Inter per provare a lasciare il segno dopo tanti tormenti. La Lazio ha bisogno di lui, dei suoi colpi di genio per chiudere un miracoloso cammino nel trofeo nazionale che può diventare l’ancora di salvezza dell’intera annata. È reduce da numeri mai visti, molto negativi finora: tanto per capire non segna in campionato dal 3 novembre contro il Cagliari mentre in coppa Italia ha firmato la vittoria negli ottavi di finale contro il Milan il 4 dicembre grazie a un inedito colpo di testa. Poi il vuoto, nulla di nulla, solo tre stiramenti che ne hanno penalizzato il rendimento e lo hanno reso marginale nella sua Lazio proprio quando c’era bisogno di qualità. Alla fine sono ventinove le presenze totali nelle due manifestazioni, quattro gol complessivi e solo due assist a confermare un rendimento molto al di sotto delle sue reali possibilità. In una stagione da libro degli orrori, anche il rigore sbagliato a Napoli e la successiva respinta calciata in Curva A, ha però mostrato sempre grande attaccamento. Dopo lo stop contro i rossoneri in campionato gli era stato diagnosticato uno stop lunghissimo che gli avrebbe impedito di essere presente a Bergamo nella decisiva semifinale di ritorno contro l’Atalanta. Dal 15 marzo ha lavorato tutti i giorni, nel mezzo anche la nazionale italiana saltata e poi pure eliminata da quello che poteva essere l’unico mondiale della sua carriera, si è rimesso in piedi a tempo di record e alla New Balance Arena ha aiutato la squadra per 103 minuti prima di essere annientato dalla stanchezza. L’obiettivo, adesso, è di essere al meglio mercoledì, Sarri domani pomeriggio gli concederà minuti preziosi nella sfida di campionato, la prima di due gare ravvicinate contro l’Inter: servirà solo per preparare la finale di Coppa Italia Zaccagni ha una grande occasione per ribaltare la sua stagione ma serve un cambio di marcia prima di un’estate per nulla scontata. Ha 31 anni, il suo contratto scade nel 2029, qualche nube si addensa sulla sua conferma con la corte del Napoli sullo sfondo e un ingaggio da 3.5 milioni a stagione che appesantisce il bilancio della Lazio. Futuro incerto anche per lui che pure si trova bene a Roma anche se adesso il suo unico sogno è vincere il primo trofeo con la maglia biancoceleste.