COPPA ITALIA

Rocchi ci crede: è una Lazio da finale

Luigi Salomone

Due trofei, mille battaglie. Tra i nomi entrati nella storia della Lazio, c'è sicuramente anche quello di Tommaso Rocchi. La Coppa Italia vinta in finale contro la Sampdoria alzata al cielo dell'Olimpico, poi il bis a distanza di pochi mesi nella notte di Pechino contro gli imbattibili di Mourinho. Al termine della carriera ha deciso di rimanere sul campo, cambiando ruolo. Da bomber ad allenatore: la gavetta prima nelle giovanili della Lazio, ora alla guida del Guidonia Primavera. I suoi ragazzi hanno appena passato il primo turno dei play-off contro il Campobasso e ora sfideranno la Cavese per nel secondo turno. Un percorso di tutto rispetto, che dimostra le sue qualità anche senza il pallone tra i piedi. In vista della semifinale di ritorno di domani, abbiamo chiesto a uno della sua esperienza come si strappa il pass per l'atto decisivo della competizione.
Quanto può incidere la vittoria di Napoli sul piano mentale in vista di una sfida così decisiva? 
«Sicuramente è importante anche perché la stagione è stata finora difficile e quindi arrivare dopo una grande prestazione con un Napoli forte penso che possa aver fatto meno bene. La Lazio ha fatto molto bene, sfruttando il modo di giocare e il modo di interpretare la partita dell'avversario e questo avvicinarsi poi a una semifinale che, c'è poco da da fare, vale una stagione è il modo migliore possibile». 
Le piace questa nuova versione della Lazio di Sarri? Ha trovato la sua identità?
«Sì, perché paradossalmente si trova meglio con una squadra più forte, che gioca e che quindi ti dà anche la possibilità di avere spazi da attaccare. E questo può mettere in difficoltà sicuramente anche l'Atalanta, anche perché la squadra di Palladino è una buonissima formazione e quindi penso che comunque sarà una partita impegnativa».
Cancelli aperti a Formello. Quanto aiuterà secondo lei l'abbraccio dei tifosi? 
«Conterà moltissimo. E sono contento di questo perché poi quando sei in campo il giocatore ha bisogno della gente e ha bisogno del tifoso che lo incita, che lo sostiene, che gli dà quella spinta in più e secondo me può essere importante in preparazione della gara avere il pubblico a fianco, anche se solo in allenamento». 
Prima la domanda all'ex attaccante, poi quella all'allenatore. Ballottaggio Noslin-Maldini, qual è la scelta migliore?
«Per caratteristiche è chiaro che Noslin è più attaccante più attaccante. Attacca la profondità, attacca gli spazi e quindi ha caratteristiche più specifiche. Maldini è un giocatore di qualità che però tende a venir fuori dal gioco per lasciare creare gli spazi. Da allenatore ti dico che bisogna vedere come Sarri vuole preparare la partita e sfruttare queste due caratteristiche che possono essere valide entrambe». 
A proposito di allenatore, conoscendo Sarri, come lo vive questo avvicinamento alla partita? 
«Lui è un grande allenatore, ha molta esperienza, ha vinto trofei. Penso che sia molto concentrato e molto voglioso di ottenere un risultato importante con questa società e con questa maglia. Soprattutto in una stagione che è stata molto difficile».
Come sta andando l'avventura sulla panchina del Guidonia Primavera? Si sta già togliendo diverse soddisfazioni...
«Sono contento della scelta. A oggi la crescita è buona, il miglioramento dei ragazzi è visibile. La Primavera ti porta ecco ad affrontare anche certe situazioni importanti[RISPOSTA]».
Quante possibilità ha la Lazio di andare in finale?
[Ho sempre pensato, o comunque ho sempre vissuto certi tipi di partite, nella convinzione che chi ha di più deve dare di più. Anche da capitano, sentivo sempre la responsabilità di dover trascinare gli altri. Tutti devono dare il meglio in quello che sanno fare meglio. Non è solo una questione di nome, ma di quello che si ha dentro. La partita di domani è difficilissima, ma la Lazio può battere l'Atalanta. Ha tutte le carte per farlo e per me non è sfavorita, anche se gli uomini di Palladino hanno dalla loro il fattore campo».