caos in via allegri
Duello Abete-Malagò: via alle grandi manovre per il futuro Figc
La partita è appena iniziata, ma durerà almeno al 22 giugno. La corsa alla poltrona di presidente federale dovrebbe coinvolgere unicamente il mondo sportivo, eppure sta interessando in maniera significativa anche il mondo politico. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi aveva auspicato una presa di responsabilità collettiva, un desiderio disatteso dalle componenti del Consiglio federale che - nonostante il fallimento mondiale - è rimasto in carica convocando l’Assemblea elettiva. Nonostante la riforma applicata dall’ex presidente Gravina, il peso elettorale delle componenti è ancora eccessivamente sbilanciato a vantaggio dei dilettanti guidati da Giancarlo Abete. La Lega Serie A (il 13 aprile prevista l’assemblea) rivendica un ruolo centrale nel nuovo corso federale che prenderà il via nella prossima estate, ma il portafoglio voti con un misero 18% rischia di non far toccar palla a chi finanzia il calcio in Italia.
La Lega Serie A è una delle componenti che potrebbe presentare la candidatura di Giovanni Malagò, al momento invocato da tutta Italia, in primis dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Ma la mozione del patron dei partenopei sta trovando l’ostacoli con Abete possibile alternativa. Il tema del nuovo commissario tecnico è rimandato a fine giugno; il nome di Roberto Mancini resta in pole position, Antonio Conte è un altro dei papabili ma ha un contratto con il Napoli fino al 2027, Max Allegri si sfila pensando alla corsa Champions. «Il discorso Nazionale non dipende da me - sottolinea l’allenatore del Milan in conferenza stampa - l’importante è che il sistema calcio trovi delle soluzioni. Io ct azzurro? La vita è imprevedibile, non sai mai quello che succede, ma ora penso a centrare la qualificazione in Champions League, negli ultimi anni non l’ho giocata, mi piacerebbe giocarla con il Milan: qui sono contento, spero di restare a lungo».
Il tema Nazionale affligge anche l’allenatore del Genoa Daniele De Rossi, campione del mondo del 2006 e assistente nello staff tecnico dell’Italia Campione d’Europa del 2021. «Sento parlare tanto della Nazionale - sottolinea il tecnico rossoblù - chiunque parla, ex giocatori, allenatori, dal macellaio al pizzicagnolo parlano della ricetta magica per come far rinascere il calcio italiano. Io mi occupo della salvezza del Genoa, la mia opinione non è importante: rimango col dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti sportivamente la mancata qualificazione ai Mondiali».
Tra i nomi papabili per il ruolo da ct dell'Italia c’è anche quello di Gian Piero Gasperini. «Il problema è più ampio rispetto alla scelta dell’allenatore - sottolinea il tecnico della Roma - è necessario un riassetto complessivo, una nuova visione per rilanciare il nostro calcio. Non credo che in Italia si sia improvvisamente disimparato a giocare a calcio. Abbiamo avuto un passato pazzesco, questo problema riguarda l’intero sistema nazionale: è un tema complesso che coinvolge tanti fattori».