LA PROTESTA DEI LAZIALI

Lazio, lo strappo infinito tra tifosi e Lotito

La notte perfetta del popolo laziale, la squadra lotta e batte il Milan, Sarri sotto la Nord a festeggiare una vittoria importante contro la seconda in classifica. Ma la tregua, come peraltro ribadito in più occasioni dai tifosi organizzati, non porta cambiamenti di strategia: le ultime quattro partite in casa la Lazio avrà i soliti 7-8 mila spettatori, magari qualcosa in più se il fronte dello sciopero a oltranza non reggerà, però il dado è tratto. Nessun passo indietro anche perché la mancata scenografia in tribuna Tevere ha acuito uno strappo già insanabile. Ieri mattina in un lungo intervento a Radio Laziale uno dei portavoce della protesta contro il presidente ha raccontato la versione dei tifosi: «Il solito dispetto da parte di Lotito. Ha deciso un’ora prima che la parola libertà creata con cartoncini in Tevere non andava bene, ha chiesto di farla rimuovere dalle forze dell’ordine. Episodio squallido. Non volevamo offendere nessuno, non siamo stupidi non potevamo scrivere vattene o cose simili. Non è che ci siamo inventati domenica pomeriggio la scritta, la Tevere ha 15.000 posti, c’è stato un lavoro di centinaia di persone. Ci vogliono delle autorizzazioni, il contenuto viene detto prima, le parole non vengono dette esattamente ma il senso si era fatto capire, parafrasando. Perché non l’abbiamo lasciata? Perché ci sono state minacce di diffide e di denunce, inclusa una multa esosa. Avremmo potuto fare molto baccano per questa cosa, abbiamo tolto i cartoncini noi, immaginate cosa sarebbe successo se lo avessero fatto gli steward? Un’azione miope, tutto questo si ritorce contro Lotito, la censura non ha mai portato niente. Ora non si rientra allo stadio per le partite in casa, neanche a Ponte Milvio. Il derby? Ci si penserà, non c’è nessuna decisione, così per un’eventuale finale di Coppa Italia. La libertà non viene data, la libertà va presa». 
La società, a parte un video emozionale con una didascalia di apprezzamento per quanto fatto dai tifosi domenica sera, è rimasta in silenzio sull’episodio incriminato. «A volte basta una fragile combinazione per reggere l’urto delle avversità, di un momento o di una partita contro un grande avversario. Il segreto è questo: lo stadio resta il porto sicuro dove voi lasciate la vostra impronta sugli spalti e noi la nostra sul campo. Perché quando c’è tutta la Lazio all’Olimpico possono cadere anche le squadre più grandi.[/TESTO-BASE] Forza Lazio, forza tutta la sua gente[», questa la sintesi della posizione del club che ha ringraziato tutti i presenti all’Olimpico. Nessun riferimento ufficiale al caos in Tevere ma, come nell’episodio di novembre con la famiglia Paparelli, ci sono varie versioni con protagonisti le forze dell’Ordine e la società tra rimpalli di responsabilità. Secondo alcuni sarebbe saltata perché difforme da quanto comunicato dallo Slo (Supporter Liaison Officer) della società al GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) e autorizzato. Frase cambiata all’ultimo, una scritta pesante nei riguardi del presidente oppure semplicemente un altro corto circuito tra due parti che continuano a essere lontane anni luce. In ogni caso non sono serviti gli appelli di Sarri e della squadra, avanti col muro contro muro senza una via d’uscita e Lazio di nuovo sola nei prossimi mesi anche considerando il divieto di trasferte.