OLIMPICO VUOTO

Marusic regala tre punti d'oro alla Lazio

Testa di Marusic a pochi secondi dal fischio finale e finalmente la Lazio torna a vincere dopo oltre un mese di astinenza. Premiata la volontà della creatura di Sarri contro un buon Sassuolo. Riconquistata la parte sinistra della classifica (decimo posto) dopo una sfida in cui ancora una volta fortuna aveva voltato le spalle. Si sblocca Maldini poi il pari di Lauriente, si fa male Cataldi e poi Romagnoli resta negli spogliatoi all’intervallo. Con i cerotti ma con grinta e cuore, fino alla rete del terzino montenegrino che regala una boccata d’ossigeno a tutto il gruppo. Rimane un’altra notte triste, ormai è una sgradevole abitudine, Olimpico deserto, sempre peggio, sempre meno spettatori. Un’emorragia preoccupante, una forma di protesta che sta minando anche le certezze dei generali di Formello, quelli ottimisti che credevano in un lento ritorno della gente allo stadio. Il presidente Lotito è con le spalle al muro, sperava che, come in passato, avrebbe prevalso il bene per la squadra ma stavolta le sue aspettative stanno andando deluse. Ieri record negativo, non si arriva alle cinquemila presenze, la diserzione va avanti e sta creando una disaffezione generalizzata che dovrebbe spingere il numero uno del club a farsi delle domande anche se trovare delle soluzioni appare a questo punto impossibile. Tant’è, nel mondo Lazio da sempre malato di tafazismo cronico, ormai è tutti contro tutti e l’esito finale di questa guerra appare imprevedibile e dai sinistri presagi per il futuro del club biancoceleste. Sarri affida la porta al giovanissimo Motta dopo l’infortunio di Provedel, per il resto sono quelli che hanno giocato contro l’Atalanta mercoledì in Coppa Italia. Conferma per il tridente d’attacco formato da Isaksen, Maldini e Zaccagni, così come Dele-Bashiru ha un’altra occasione per convincere il tecnico. Grosso presenta il solito Sassuolo senza Matic che va in panchina e Pinamonti squalificato. Davanti c’è Nzola con Lauriente e Berardi a lungo inseguito dalla Lazio in passato. Primo affondo e subito gol: Isaksen parte in contropiede, Muric respinge, il pallone finisce tra i piedi di Maldini che segna a porta vuota. Sono passati due minuti, i biancocelesti affondano nel burro ma il danese spreca due volte, la prima in ripartenza, la seconda di testa. E allora, come sempre nel calcio, cresce il Sassuolo anche perché Cataldi si fa male, viene rimandato in campo e così, al 36’, Lauriente beffa l’incolpevole Motta dopo una bellissima azione tutta di prima. Solo a quel punto Sarri cambia il suo regista prediletto (un altro stop muscolare) con Patric, quasi una provocazione nei riguardi di Belahyane e degli altri centrocampisti. Si va al riposo in parità dopo che la Lazio aveva chiesto inutilmente un rigore per fallo di Lipari su Maldini..

Nella ripresa subito Provstagaard per Romagnoli e dall’altra parte Matic al posto dell’ammonito Lipani. Dopo venti minuti di nulla, dentro anche Dia per Maldini mentre Grosso inserisce anche Doig, Walukiewicz e Moro. Isaksen sbaglia un gol fatto e viene sostituito da Cancellieri, minuti anche per Pedro (fuori Zaccagni). Nel finale la Lazio ci prova di più, si riversa nella area del Sassuolo e,nel recupero, trova la testata benedetta di Marusic per il 2-1. Ora il Milan, sempre all’Olimpico, per onorare il campionato e tenersi in forma per il 22 aprile quando si giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, unico obiettivo reale rimasto in una stagione anonima.