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Olimpiadi invernali, i dieci momenti indimenticabili di Milano-Cortina
Con 116 medaglie in 16 giorni distribuiti in varie location in tutto il nord Italia, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina hanno regalato molti momenti indimenticabili. Ecco 10 tra i più significativi di questi Giochi, dal dolore al trionfo. Lo sport è spesso un'occasione di redenzione e sicuramente lo è stato per Federica Brignone e Francesca Lollobrigida. La sciatrice azzurra tornata alle gare a 10 mesi da un terribile infortunio, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale, la frattura della testa del perone e la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, ha vinto nel giro di una settimana due medaglie d'oro in SuperG e Gigante entrando di diritto nella storia dello sport non solo italiano ma mondiale. E che dire della mamma volante Lollobrigida, anche lei vicina al forfait a questi Giochi per un virus che l'ha debilitata nei mesi scorsi, capace di vincere due medaglie d'oro nel pattinaggio velocità nei 3mila e nei 5mila. L'immagine di lei che esulta con il figlio in braccio resterà un'icona di questi Giochi.
Anche la storia olimpica della sciatrice statunitense Lindsey Vonn avrebbe dovuto essere una redenzione. Tornata alle gare dopo il ritiro a 41 anni, ha voluto prendere parte a tutti i costi alla discesa libera nonostante una rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro pochi giorni prima dei Giochi. Così a 13 secondi dall'inizio della sua gara è rimasta incastrata in una porta, subendo un altro terribile incidente a Cortina d'Ampezzo. Dopo essere stata curata per circa una settimana in Italia per una frattura complessa della tibia, Vonn è tornata negli Stati Uniti. Ha subito almeno quattro interventi chirurgici. Pesante è la testa che indossa una corona, pesante è il collo che porta tutte le medaglie d'oro di Johannes Hoesflot Klaebo. Il fuoriclasse norvegese ha vinto tutte e sei le medaglie d'oro nelle gare di sci di fondo maschile, stabilendo un nuovo record per il maggior numero di medaglie d'oro in una singola Olimpiade invernale. Il record precedente apparteneva al pattinatore di velocità americano Eric Heiden con cinque ori alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980. La Norvegia ha dominato le Olimpiadi in generale, guidando il medagliere con 41 medaglie. Successi che i norvegesi attribuiscono al loro stile di vita.
Il favorito assoluto per la vittoria dell'oro nel pattinaggio di figura maschile, Ilia Malinin, è caduto due volte nel suo programma libero. Le cadute lo hanno fatto precipitare dal primo posto potenziale fino ad un deludente ottavo posto. "Onestamente, sì, non me l'aspettavo", ha detto Malinin. "Prima di questa gara mi sentivo pronto. Mi sentivo pronto per scendere su quel ghiaccio. Penso che forse sia stato questo il motivo: ero troppo fiducioso che sarebbe andata bene", ha dichiarato il fenomeno americano a cui non è bastato avere nel box una fuoriclasse come Simone Biles a fare il tifo per lei. Arianna Fontana era prima di questi Giochi il simbolo dello short track italiano, ma dopo Milano Cortina la si deve a tutti gli effetti indicare come un simbolo di tutto lo sport italiano. Con le sue tre medaglie conquistate (un oro nella staffetta mista, un argento nei 500m e un bronzo nella staffetta femminile), la formidabile 35enne atleta valtellinese con 14 medaglie in 6 edizioni delle Olimpiadi ha battuto il record del leggendario schermidore Edoardo Mangiarotti come atleta italiano più medagliato nella storia dei Giochi.
L'atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalle gare dopo essersi rifiutato di indossare un casco che rendeva omaggio a oltre 20 atleti e allenatori caduti nella guerra tra Russia e Ucraina. Il Comitato Olimpico Internazionale ha affermato che indossare il casco avrebbe violato le regole che vietano di rilasciare dichiarazioni politiche sul campo di gioco. Il Cio ha chiesto a Heraskevych di indossare un casco diverso durante le gare. Ha offerto delle concessioni, come indossare una fascia nera al braccio o permettergli di mostrare il casco una volta fuori dal ghiaccio. "Credo profondamente che la Federazione Internazionale di Bob e Skeleton e il Cio capiscano che non sto violando alcuna regola", ha detto Heraskevych. "Inoltre, direi che è doloroso che sembri davvero una discriminazione, visto che molti atleti si stavano già esprimendo", ha aggiunto. Lo sport apparentemente pittoresco e cordiale del curling è stato scosso da accuse di frode durante i Giochi invernali. Prima è stato accusato il Canada, poi la Gran Bretagna. L'infrazione principale? Il doppio tocco. Dopo alcuni giorni frenetici, tra imprecazioni e un breve cambio di regolamento, la tensione è aumentata e squadre e giocatori hanno più o meno voltato pagina. "Sono le Olimpiadi", ha detto il curler canadese Ben Hebert. "Finirà tra due settimane e tutti torneranno a seguire il curling tra quattro anni", ha aggiunto.
Sturla Holm Laegreid, uno dei migliori biatleti norvegesi, si è classificato terzo nella gara individuale di 20 chilometri alle Olimpiadi, per poi rilasciare una delle interviste più bizzarre che è diventata rapidamente virale. Laegreid, pieno di rimorso, ha confessato in lacrime all'emittente norvegese NRK e al mondo intero di essere stato infedele alla sua ragazza. In seguito ha detto di essersi pentito di aver messo in piazza i suoi affari personali e di aver messo in ombra la medaglia d'oro olimpica del suo compagno di squadra. Ma il danno ormai era già stato fatto. Che l'hockey sarebbe stato un evento importante alle Olimpiadi di Milano-Cortina era da attenderselo. Ancor prima del lancio del primo disco, c'erano preoccupazioni per la nuova arena ed entusiasmo per il ritorno olimpico delle stelle della Nhl. Come molti avevano previsto, Canada e Stati Uniti sono arrivate in finale sia nel torneo maschile che in quello femminile. Gli Stati Uniti hanno vinto entrambe le partite per la medaglia d'oro ai supplementari, con gli uomini che sono tornati sul gradino più alto del podio 46 anni dopo lo storico 'Miracolo sul ghiaccio' di Lake Pacid 1980. Infine mentre il Brasile si godeva il Carnevale, lo sciatore alpino Lucas Pinheiro Braathen ha regalato al paese sudamericano un altro motivo per festeggiare: una medaglia d'oro olimpica nello slalom gigante. È stata la prima medaglia in assoluto ai Giochi invernali per un Paese del Sud America. "Ho cercato più e più volte di esprimere a parole ciò che provo", ha detto Pinheiro Braathen dopo la gara. "Ma è semplicemente impossibile", ha aggiunto commosso. I Giochi Olimpici sono anche questo.