SERIE A
Lazio alla ricerca del gol perduto
Alla ricerca del gol perduto anche se sembra un’impresa impossibile. Numeri impietosi per la Lazio di Sarri, avvitata in una crisi senza fine. Una stagione anonima, tanti problemi tattici e tecnici ingigantiti dai numeri fallimentari dell’attacco. Quello biancoceleste è il 14ª di tutta la serie A con ventisei reti in altrettante gare, più grave, se vogliamo, il fatto che per tredici gare non è stata trovata la rete avversaria.
Era da oltre quarant’anni, per la precisione dalla stagione 1984-1985, tristemente famosa per l’ultima retrocessione sul campo, che la Lazio non aveva il suo cannoniere fermo a tre reti (in quel caso erano due con Giordano e D’Amico). Un dato imbarazzante, ora a tre gol ci sono Zaccagni, Cataldi, Pedro, Cancellieri e Isaksen, seguiti da Guendouzi, Castellanos (entrambi ceduti a gennaio) e Noslin con solo due segnature. Eppure nella gestione Lotito, tanto per non andare più indietro con centravanti di grande nome (da Piola a Chinaglia, da Giordano a Signori, da Boksic a Vieri e Crespo), il club più antico della Capitale ha sempre avuto dei bomber prolifici di riferimento nella propria rosa, da Rocchi a Klose per finire a Immobile. Tant’è, ora Sarri cerca una soluzione che non si intravede. L’esperimento di Maldini centravanti non ha convinto almeno sotto l’aspetto delle reti mentre per la partecipazione al gioco Daniel ha pure fornito qualche prestazione apprezzabile. Ratkov è ancora acerbo e ha la sua caratteristica migliore nel colpo di testa. Per una squadra che non contempla il cross nel suo bagaglio tattico, sembra davvero un ostacolo insormontabile. Tra l’altro la Lazio è unica squadra del massimo campionato a non aver segnato neppure una rete su azione di angolo.
Tra gli attaccanti c’è ancora Boulaye Dia: è sparito dai radar, intristito dalla partecipazione dalla Coppa d’Africa che non lo ha rilanciato ma pare avergli fatto peggiorare il suo rendimento già molto deficitario nel 2025. Taty non c’è più e, fino a quando vestiva la maglia biancoceleste, non è che lo cose andassero tanto meglio. Alla fine uno di quelli che ha fatto meno peggio è Noslin ma non quando comincia la partita, meglio da subentrato. Un quadro desolante tanto più con la partita più importante dell’anno all’orizzonte, l’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta del 4 marzo. Peraltro nelle due gare di campionato la Lazio non ha segnato a quella di Palladino, quindi provare a passare il turno sarà molto difficile. Il momento della Lazio è tutto nella frase di Zaccagni: «Non è il momento di abbassare la testa». Sarri è d’accordo ma deve trovare qualche correttivo per far tornare la sua creatura a segnare gol pesanti.