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Caso Inter-Juve, Bastoni chiede scusa: "Ho sbagliato. Ho accentuato il contatto"
Bastoni chiede scusa. Il giocatore dell'Inter torna sull'episodio di simulazione che l'ha visto protagonista durante il match di campionato tra Inter e Juventus. "Ho voluto essere qui perché si è parlato molto più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per capire le differenze rispetto al live. Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato. Sono qui per prendermi le responsabilità". Così il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni, al microfono di Sky Sport, alla vigilia del match di Champions League contro il Bodo/Glimt, in merito all'episodio che ha portato al secondo giallo per il difensore della Juventus Pierre Kalulu nel derby d'Italia vinto 3-2 dai nerazzurri. "Sarò sempre lo stesso Bastoni, in più di 300 partite sono stato coinvolto in un episodio simile solo sabato. Ho imparato a gestire tutto, sarà il solito Bastoni".
Bastoni sottolinea anche le difficoltà che sta vivendo la sua famiglia nel gestire persino le minacce sui social. "Dal punto di vista personale questa vicenda non mi ha segnato più di tanto, perché comunque siamo persone esposte e abituate a questo tipo di pressione e gogna mediatica, come l'ha definita giustamente il presidente Marotta, perché giustamente di questo si è trattato. Mi dispiace sicuramente per me in primis, ma sono sicuramente capace e abile nel gestire questa situazione. Mi dispiace di più per mie moglie e per mia figlia, lei ancora non capisce la situazione. Mia moglie si è trovata diversi commenti con minacce di morte o auguri di malattie che non stanno né in cielo né in terra". Così il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni, in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Bodo/Glimt. "Questa è una cosa che va assolutamente condannata, mi dispiace per l'arbitro La Penna che ha subito le stesse cose: mi dispiace per queste persone che sono meno abituate a stare così esposte", conclude Bastoni.