IL PARADOSSO DEL MINISTRO

Spadafora attaccato perché andava allo stadio. E ora vuole chiudere tutto

Alessandro Austini

Si era scattato un selfie in tribuna al San Paolo, dove il "suo" Napoli aveva appena strappato un pareggio al Barcellona di Messi nell'andata degli ottavi di Champions League. Era il 25 febbraio e c'erano le prime critiche al calcio che non ne voleva sapere di fermarsi: al nord Italia iniziavano le chiusure delle zone rosse, il virus avanzava minaccioso ma gli stadi si riempivano comunque. Il protagonista del post su Facebook è Vincenzo Spadafora e rivedere oggi quella foto e alcuni commenti critici dei tifosi suona paradossale: il ministro dello sport considerato il nemico numero 1 dal calcio, in quanto si è mostrato il più scettico sulla ripresa del campionato, veniva invece attaccato per presunta incautela. A oltre due mesi di distanza la Serie A non sa ancora quando potrà ripartire. Ma oggi spera di farlo, dopo che Angela Merkel ha dato l'ok per la ripresa della Bundesliga a partire dalla seconda metà di maggio. Eppure Spadafora continua a parlare con toni negativi. «Non posso che confermare che la linea mia e del Governo non è mai cambiata: auspichiamo tutti vivamente che i campionati di calcio possano riprendere regolarmente, ma allo stesso oggi è impossibile definire una data certa perché dobbiamo verificare come reagirà la curva dei contagi tra due settimane e dovremo ricevere al riguardo le valutazioni del Comitato tecnico scientifico». Lo ha dichiarato il ministro per le politiche giovanili e lo sport durante l’interrogazione a risposta immediata alla Camera. «Fin dall’ inizio ho tenuto un rapporto quotidiano con la FIGC per un confronto costruttivo e nel rispetto dei ruoli», ha dichiarato ancora Spadafora. Per il ministro «la road map è molto chiara nell’interesse dei cittadini: il 4 maggio sono ripresi gli allenamenti singoli, sulla base di un protocollo concordato con il Coni, le Federazioni e validato dal Comitato tecnico scientifico. Dal 18 maggio si auspica una ripresa degli allenamenti per gli sport di squadra, la FIGC ha proposto un protocollo su cui il Cts dovrà fare approfondimenti e di cui si parlerà nell’incontro di domani».  «Ricordo che in Europa al momento le uniche date certe sono quelle dei Paesi che hanno deciso di interrompere i campionati», prosegue Spadafora. «Nelle ultime ore anche l’Inghilterra, che sembrava la più pronta a riprendere, ha rinviato di una settimana le decisione sulla ripresa degli allenamenti», ricorda il ministro.