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Sport in lutto: addio alla penna sopraffina di Gianni Mura

Il giornalista di Repubblica si è spento a 75 anni per un attacco cardiaco. Dai reportage dal Tour de France ai "cento nomi" dell'anno, ha scritto pagine indimenticabili

Sport in lutto: addio alla penna sopraffina di Gianni Mura

La clausura di questi giorni mette già a dura prova gli italiani. Ma da oggi sarà ancora più opprimente, perché non ci sarà più la possibilità di leggere gli articoli strepitosi, ironici, colti, carichi di umanità, di Gianni Mura. Il giornalista e scrittore si è spento infatti nella mattina di sabato 21 marzo all'ospedale di Senigallia (Ancona), per un attacco cardiaco improvviso. Aveva 75 anni.

Dopo gli esordi alla Gazzetta dello Sport, negli anni '60, dal 1976 Mura cominciò a collaborare con "La Repubblica" di cui diventerà un redattore interno negli anni '80, godendo della vicinanza e degli insegnamenti di un altro monumento del giornalismo sportivo italiano come Gianni Brera.

Da sempre impegnato nel raccontare lo sport, la penna di Mura in realtà amava viaggiare a tutte le latitudini. Lo sa bene chi leggeva con passione i suoi racconti del Tour de France, ma ancor di più le rubriche che periodicamente regalava ai lettori. Dai "Cento nomi", una sorta di glossario sportivo dell'anno appena trascorso nel quale, in realtà, facevano capolino anche libri, musicisti, ristoranti, gli amati vini; ai "Sette giorni di cattivi pensieri", appuntamento fisso della domenica condito spesso di bacchettate e pagelle severe a un mondo dello sport che Mura amava ma che spesso faticava a comprendere nelle sue derive più ciniche e commerciali; per arrivare a "L'intervista al campionato", abituale approfondimento di inizio stagione calcistica in cui, sotto forma di dialogo impossibile, il giornalista provava a immaginare tutti gli scenari che avrebbe regalato di lì a poco lo sport più amato dagli italiani.

Ma Mura è stato anche uno scrittore sopraffino. Tra i tanti suoi libri, è del 2007 il primo romanzo, "Giallo su giallo", vincitore del Premio Grinzane: come si comprende dal titolo, una sorta di "crime" ambientato nei giorni e nei luoghi dell'amato Tour de France.

Alla redazione di Repubblica, pochi minuti dopo la notizia della scomparsa del giornalista, è stato inviato un messaggio di condoglianze del presidente del Coni Gianni Malagò a nome di tutto lo sport italiano. Un abbraccio ideale cui si associa anche la redazione de "Il Tempo".

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