Capolavoro azzurro

L’Italia vede Euro 2020

Silvia Sfregola

Nei secondi che precedono il fischio finale il pubblico dell'Allianz Stadium intona l'Inno di Mameli: è la conferma che questa Nazionale si è conquistata di nuovo un posto nel cuore degli italiani. E' una squadra, quella di Mancini, che cerca il bel gioco ma che sa quando stringere i denti, senza disdegnare la battaglia: e quella contro la Bosnia, supportata dai rumorosissimi tifosi arrivati a Torino, lo è stata. La squadra di Prosinecki è stata l'avversario più rognoso affrontato finora nel cammino verso Euro 2020, ma gli azzurri hanno continuato la marcia vincente: rimonta (2-1) e quarto successo in altrettante gare. Dopo il vantaggio dello scatenato Dzeko, prima rete subita dai nostri nel girone, e un primo tempo di sofferenza, nella ripresa l'Italia reagisce e trova il pari con una rete da urlo di Insigne. Nel finale Verratti firma la rimonta e permette alla Nazionale di restare a punteggio pieno, toccando quota 12. Mancini aveva annunciato dei cambi rispetto alla Grecia: nel tridente d'attacco entra Quagliarella per Belotti e Bernardeschi per Chiesa, nella difesa a quattro Mancini rileva Florenzi sulla destra. Anche Prosinescki si affida al 4-3-3 per cercare il riscatto dopo la sconfitta in Finlandia: in cabina di regia recupera Pjanic, che ha scontato la squalifica, in avanti punta centrale Dzeko assistito da Visca e Gojak. Azzurri aggressivi ai nastri di partenza e subito in evidenza Quagliarella con una botta dal limite. Mancini chiede un pressing alto e almeno inizialmente i bosniaci non hanno modo di ragionare. Gradualmente, però, prendono le misure ai padroni di casa, tanto che la prima emozione della gara la creano loro con un velocissimo contropiede che porta alla conclusione di Visca: Bonucci veste i panni della provvidenza e devia in angolo. I balcanici fanno scorta di fiducia e coraggio, Dzeko ci prova al volo su traversone di Todorovic ma impatta male la sfera. Più Bosnia che Italia in questa fase e la maggior concretezza di Pjanic e soci si traduce nel vantaggio. Che arriva con una grande azione: Besic smarca di tacco sulla destra Visca, traversone basso per Dzeko che anticipa Mancini e insacca di tap-in (33'). Rompendo così l'incantesimo della porta azzurra, perforata dopo 600 minuti di imbattibilità. La reazione dell'Italia è affidata al tentativo di blitz di Chiellini che su invito di Insigne per un nulla manca la deviazione vincente al cospetto di Sehic. La retroguardia di Prosinecki è solida e ordinata, al giro palla dell'Italia mancano le idee. Nel finale di frazione però arriva una fiammata degli azzurri: Quagliarella si libera bene al limite e chiama Sehic alla respinta con la punta delle dita, poco dopo Bernardeschi prova il sinistro a giro su suggerimento di Barella: il portiere bosniaco blocca con sicurezza. Mancini si gioca subito la carta Chiesa al rientro dagli spogliatoi: fuori Quagliarella, con l'obiettivo di non dare ai difensori bosniaci punti di riferimento. Superato un brivido sul cross di Besic che Gojak per poco non incorna, gli azzurri trovano il vantaggio grazie a Insigne, che sull'angolo di Bernardeschi pesca fuori dal cilindro un meraviglioso destro al volo che non lascia scampo a Sehic (49'). Applausi dal pubblico dello Stadium per Lorenzo tornato il Magnifico, ma la Bosnia non si abbatte e reagisce con la rabbia della bestia ferita: Sirigu deve uscire dall'area per disinnescare la minaccia portata da Dzeko, poi Chiellini salva sulla linea il colpo di testa di Civic su cross del romanista. Ancora Bosnia pericolosa con un gran sinistro di Saric, che manca di poco il bersaglio, e con Visca, che smarcato da Dzeko mira l'incrocio e obbliga Sirigu al gran colpo di reni. Lo stesso Visca, poi, si veste da difensore azzurro deviando sul fondo il bolide rasoterra di Dzeko, che con uno scatto da ragazzino aveva superato Mancini e Chiesa. Proprio l'atalantino, in costante affanno, viene rilevato da De Sciglio. I balcanici concedono rari sbocchi alle iniziative della squadra di Mancini e in uno di questi l'Italia sfiora il vantaggio: Barella cambia gioco per la zuccata del capitano del Napoli, Sehic mette in angolo. Gli azzurri usano ancora la testa con Chiellini, perfetto nella scelta dei tempi sul corner di Bernardeschi: il portiere bosniaco respinge di pugno. Mancini non rinuncia a cercare il gol-vittoria nel finale e getta nella mischia Belotti al posto di Bernardeschi, sfruttando il calo dei balcanici che iniziano a rinculare. E lo spunto vincente, a quattro minuti dal termine, lo trova Verratti, che servito in area da Insigne controlla e trafigge Sehic con un perfetto rasoterra a giro sul secondo palo. Un colpo da biliardo che vale un piede e mezzo all'Europeo.