PIANTO NAZIONALE

Gli azzurri sbattono sul muro della Svezia. L'Italia di Ventura dice addio ai Mondiali

Carlo Antini

Russia, addio! Chi non segna non vince e l’Italia, pur attaccando per almeno un’ora, non è riuscita a metterla dentro. Così il suo affannarsi nella metà campo svedese è rimasta senza risultato. Una traversa di Florenzi, qualche recriminazione, ma gol niente e così...a casa. È stata la partita che ci aspettavamo: la Svezia, forte dell’1-0 di Stoccolma, si è chiusa in difesa, sortendo raramente dal proprio bunker. L’Italia, dopo un quarto d’ora ha cercato di premere sull’acceleratore, ma non è andata molto al tiro. Le barricate svedesi hanno resistito. Degli azzurri, positivo è apparso Gabbiadini che si è speso molto per recuperare palloni e darli ai compagni. Ma dire che gli azzurri siano andati vicini al gol non è solo un’opinione: parecchi tiri, una traversa di Florenzi. Ma Italia a bocca asciutta. Grazie per l’impegno, ma ai nostri è mancata la qualità e fors’anche la fortuna. Gli svedesi hanno giocato all’italiana. Il golletto di Stoccolma ha regalato loro il biglietto per la Russia. È finita male, insomma, e ora aspettiamoci le conseguenze. L’aria di sfiducia, la paura di un flop che avrebbe coinvolto non solo il mondo del calcio e i risultati sul campo determinerà una crisi che coinvolgerà tutto lo sport italiano. Dopo la Corea - oltre mezzo secolo fa - si fece fronte a quella che oggi è stata chiamata «apocalisse» con la chiusura agli stranieri, ma oggi un provvedimento del genere ci sembra improponibile perché non si dovrebbe più giocare…In ogni caso, questa uscita di scena dell’Italia è frutto di una certa impreparazione generale, degli errori della classe dirigente, oltre che dell’allenatore e dei giocatori. Diciamo senza molti infingimenti, che la Nazionale non è stata aiutata e, quando ci si e accorti della vicinanza del baratro, si è tentato un tardivo ravvedimento. Naturalmente per primo pagherà Ventura, un classico di queste situazioni, poi qualche anziano calciatore che ha già dato e che non si è potuto prendere ulteriori soddisfazioni. Si è parlato di formazione improvvisata, di scelte sbagliate ecc. La decisione di affidarsi a Florenzi, Jorginho e Gabbiadini e agli altri, verrà criticata, ma il flop è di tutto il movimento, compreso l’indotto che non ha saputo vedere oltre il proprio naso e i propri interessi. Gli svedesi hanno vinto i playoff a Stoccolma, con le loro rudezze, ma approfittando anche degli errori italiani. Avremmo meritato di più? Chissà. Dopo i fischi a Ventura all’annuncio delle formazioni, le coreografie di un San Siro trasformato in una bolgia e, purtroppo, i fischi all’inno svedese, qualche botta reciproca in ricordo della gara d’andata. E tuttavia gli azzurri hanno trovato difficoltà nel superare le barricate degli svedesi che si sono attestati nella loro metà campo quasi stabilmente. Si son visti raramente in avanti e Buffon non ha dovuto fare che qualche intervento su palle alte. Dopo una ventina di minuti, il gioco azzurro è diventato più veloce e si sono visti dei cross da destra (Candreva però non è stato arrembante come al solito) e qualche sprintata di Florenzi sulla sinistra. Però due occasioni le ha avuto Immobile: prima con un tiro sull’esterno, poi con una palla che ha superato Olsen, ma è stata allontanata da Granqvist, molto tempestivo. Jorginho ha cercato di innescare la manovra azzurra, ma non sempre gli è riuscito. Anche Bonucci lo ha fatto, con i suoi lanci lunghi. Un tiro di Candreva ha sfiorato la traversa. Si è visto un intervento dubbio di Augustinsson su Parolo in area, ma l’arbitro non è intervenuto. Il laziale ha cercato qualche conclusione da lontano. Molto propositivo Gabbiadini, che ha conquistato palloni, ha lottato, ma non ha mai concluso nella prima parte della gara in cui l’Italia ha attaccato nell’ultima mezz'ora, ma senza trovare l’occasione buona per metterla dentro. Un intervento di Lustig su Darmian in area forse era da punire, all’inizio della ripresa. La Svezia ha conquistato metri, ma sostanzialmente lo stallo è continuato. Su palla di Damian da sinistra, Florenzi al volo di destro ha sfiorato il palo più lungo. Toivonen è stato sostituito da Thelin. Un’azione Immobile-Candreva è stata conclusa male da Chiellini: parata di Olsen. Un tentativo dell’interista è stato deviato. Ventura ha pensato ai cambi e ha fatto entrare El Shaarawy e Belotti al posto di Darmian e Gabbiadini, poi Bernardeschi al posto di Candreva. Squadra sbilanciata in avanti. Una palla di Florenzi da sinistra, deviata, ha toccato la traversa. Qualche contropiede anche per gli svedesi, niente tiri nello specchio della porta. Gli ultimi assalti degli azzurri, un gol svedese annullato per fuori gioco, un bel destro di El Shaarawy deviato da Olsen, un liscio di Granqvist senza conseguenze e lo scoramento generale hanno chiuso una serata infelice. Quella in Russia sarà la terza edizione dei Mondiali di calcio a cui l'Italia non parteciperà. La prima fu quella del 1930 in Uruguay quando la nostra nazionale decise autonomamente di non partecipare anche per via del lungo e costoso viaggio transoceanico da affrontare. La seconda fu quella ospitata proprio in Svezia nel 1958, quando l'Italia di Foni mancò clamorosamente il pass qualificazione. E ora ci sarà Russia 2018. Un tris di cui avremmo davvero fatto a meno.