NUOTO

Federica Pellegrini: assurdo che i videogiochi siano uno sport

Carlo Santi

Federica Pellegrini dopo il fantastico successo nei 200sl ai Mondiali di Budapest riparte. Destinazione Tokyo 2020 e, per cominciare intanto la nuova stagione, la Divina delle piscine ha scelto Genova. A fine settimana, da venerdì a domenica prossima, Federica nuova versione, quella della velocista impegnata nei 100sl perché i 200 ha deciso di metterli da parte, sarà in vasca, quella corta visto che siamo in inverno, al Nico Sapio, il meeting della città della Lanterna. E’, questa, una tappa verso i campionati Europei, sempre in corta, di metà dicembre a Copenaghen. Federica, è pronta per questo appuntamenti in Liguria? «Non torno a Genova da un po’ di anni. La vasca di Genova è sempre stata bella e poi il debutto stagionale è sempre un momento particolare ed emozionante». Intanto lei continua ad allenarsi a Verona. Come si trova? «Benissimo, anche perché il gruppo di lavoro quest’anno è meraviglioso. Siamo cinque atleti che lavorano con la stessa determinazione e con l’obiettivo della velocità». Che adesso rappresenta la sua nuova sfida. «E’ una fantastica esperienza, questa, che voglio portare avanti per il futuro». Non pensa, però, che agli Europei di Glasgow, l’estate prossima, di nuotare i “suoi” 200 metri? «No, non penso di scendere in vasca su questa distanza per conquistare il quinto titolo europeo. Niente 200sl, tranquilli, non ho voglia di rimettermi in gioco in questa distanza perché ho iniziato la mia nuova avventura da velocista». Il Cio ha deciso di inserire di videogiochi tra gli sport. Cosa pensa di questa vicenda? «Ci sono rimasta un po’ male. Ogni sport ha le sue peculiarità, posso arrivare a capire che per prevale si debbano fare tanti sforzi, ma da qui a definire sport i videogiochi...». Lo sport è un’altra cosa, vero? «Lo sport è fatica fisica, e io ne so qualcosa visto che da una vito sono impegnata in vasca e non solo». A fine settimana, venerdì prossimo, l’Italia del calcio scenderà in campo per giocarsi la qualificazione ai Mondiali del 2018. Schemi a parte, che consiglio darebbe ai nostri calciatori? «Di gestire la pressione, chiudersi in ritiro, si concentrino al massimo. Pensino solo a loro, alla squadra lasciando da parte ogni distrazione, in particolare i social». Lei adesso è la testimonial di una campagna contro i tumori con il professor Cognetti con il suo progetto “prevenzione oncologica al femminile”. Qual è il messaggio che intende lanciare? «L’importanza della prevenzione a qualsiasi età. Per prevenire questo male anche lo sport è importante insieme al corretto stile di vita, all’alimentazione e ovviamente al non fumare, che non è più di moda». Federica, cosa pensa dell’inchiesta sportiva su alcuni nuotatori, tra i quali il suo ex fidanzato Magnini, per il tentato uso di sostanze dopanti? «No comment, non parlo di questo».