«Ora sto bene e da qui non mi muovo Io ci credo»

Burdisso,dopo aver dato la buonanotte ai due figli sul volo di ritorno dagli States, confessa di voler restare a Roma, con l'unico desiderio di giocare un po' di più. Nella prima partita del 2013, ci sarà proprio lui accanto a Castan: «Posso finalmente dire di stare in forma come prima dell'infortunio e, forse, anche di più. Questa estate in ritiro non ero ancora al 100%, ma da dicembre mi sento ai livelli dello scorso anno. Quando il mister non mi ha fatto più giocare - ammette a laroma24.it - ci poteva stare, perché io per primo non mi sentivo al meglio. Cerco di fare il professionista sempre, mi sembra il minimo». Zeman l'ha sempre riconosciuto, pure nei momenti meno felici («Ce ne vorrebbero venti come lui»). Burdisso dovrà sudare per risalire: «Lo dico sinceramente, non ce l'ho con nessuno per il fatto che gioco meno. La società mi ha sempre trattato bene. L'impatto di Marcos è stato sorprendente e Castan ha quel sinistro di gran tecnica che gli permette di uscire palla al piede a testa alta. Pesa l'assenza di una coppa europea: in quel modo avrei la possibilità di giocare di più e non rimanere magari un intero mese in panchina senza neanche scaldarmi una volta per fare qualche minuto». L'amaro si sente, ma allo stesso tempo l'argentino, che ha un contratto in scadenza nel 2014, ha una voglia matta di riscattarsi, qui e da nessun'altra parte: «Non ho mai pensato: "Ok, ora non gioco, quindi chiedo di andar via". Per farlo dovrei sentirmi a disagio in questa realtà, ma così non è. Ho scelto la Roma due volte, ho lottato contro tanti per venire qui. Vorrei restare a vita per raccogliere i frutti di questo anno. Non ho alcun dubbio». E non gli dispiacerebbe vedere da vicino il futuro stadio: «Io ho giocato col Boca e la Bombonera ti dà tanto. Uno stadio di proprietà ti fa sentire a casa tua. Non è solo un discorso materiale, ma anche simbolico».