Simone Pieretti La Lazio trova sotto l'albero di Natale il secondo posto, un regalo tanto meritato quanto inaspettato.

Èun secondo posto costruito con fatica e con sudore che racchiude il record di punti della storia del club. Petkovic eguaglia il primato di Roberto Mancini conquistato nel 2002 al termine del girone d'andata: il tecnico di Sarajevo avrà la possibilità di migliorarlo alla ripresa del campionato quando - il 5 gennaio all'Olimpico - affronterà il Cagliari prima del giro di boa. «Abbiamo lavorato sodo per arrivare fin qui - afferma con orgoglio l'allenatore laziale - c'è tanta soddisfazione per questo risultato, fatemi ringraziare tutti quelli che hanno lavorato con me in questo periodo. Nell'ultimo mese abbiamo iniziato a credere di poter fare qualcosa di importante, e ci stiamo riuscendo. Ma adesso fateci godere questo meritato riposo». Ora c'è la sosta: alla ripresa la Lazio è attesa da un calendario intensissimo, con la Coppa Italia che andrà ad aggiungersi al campionato. A Genova i biancocelesti sono tornati a vincere dopo oltre due mesi, non accadeva dal 7 ottobre scorso. «La Lazio sa soffrire - sottolinea Petkovic - contro la Sampdoria siamo stati compatti, abbiamo giocato da vera squadra. L'idea di partenza era quella di fare superiorità numerica sulle fasce - confessa il tecnico - visto che lì avevamo possibilità di trarre dei vantaggi. All'inizio ero preoccupato, la Samp ci aggrediva, non avevamo spazi. Ma dopo venti minuti la squadra è salita, abbiamo rischiato meno, e abbiamo segnato. Poi abbiamo gestito la partita: a dir la verità non abbiamo giocato bene, ma abbiamo tenuto il campo in maniera efficace». La Lazio è l'anti-Juve: lo dice la classifica, i numeri non sbagliano mai. Ma Petkovic rispedisce al mittente il ruolo di antagonista principale dei bianconeri. «Questa Lazio ha fatto bene, ma non ancora abbastanza bene per essere una concorrente della Juve. Ma nei quartieri alti ci siamo anche noi, ora se ne dovranno accorgere per forza. Dal mercato non mi aspetto nulla, mi concentro soltanto sui giocatori che ho a disposizione. A ogni allenatore piacerebbe avere i più forti calciatori in circolazione, bisognerebbe trovarne di migliori rispetto a quelli che ho, e questo - di per sé - già non è facile. Il rischio che non arrivi nessuno a gennaio non lo prendo in considerazione, non vivo di rischi, ma di certezze. E la mia Lazio è una certezza». L'allenatore ha avuto un approccio straordinario col campionato italiano, finora ha dimostrato grandi meriti, gli stessi di chi ha avuto l'intuizione di metterlo sulla panchina biancoceleste. La società ha scommesso sull'allenatore di passaporto svizzero che sarà a disposizione del club per altri diciotto mesi. «Prolungamento? Sono sereno e tranquillo - ribadisce l'ex tecnico del Sion - ho il mio contratto che scade fra un anno e mezzo, spetta ad altri prendere in considerazione l'ipotesi di un eventuale allungamento». Ma non si possono escludere novità.