Dopo le farse nei quarti si comincia a fare sul serio

Sitrascina ancora i difetti endemici. Anche in queste fasi conclusive, permangono i difetti di sempre: stadi semivuoti, formazioni largamente improvvisate, magari i turni successivi verranno presi un po' più sul serio, certo che finora gli schieramenti hanno proposto nomi sconosciuti ai più, in barba a tutte le dichiarazioni di vivo interesse per la seconda competizione italiana. Dopo che l'Inter aveva liquidato il Verona di quel simpaticone di Mandorlini, mercoledì a orario continuato. Ma la prima delle protagoniste in campo, quella Lazio che sembrava avere compito agevole ospitando un Siena con la nuova panchina, ha vissuto una sorta di incubo: per Petkovic, per la sua schiera ricca di seconde linee e soprattutto per i duemila coraggiosi sugli spalti dell'Olimpico. All'ultimo secondo del recupero, Ciani ha acciuffato la chance dei supplementari, dopo che un autogol aveva lanciato i toscani. Sofferenze anche nella mezz'ora aggiuntiva, grande occasione per Vergassola a pochi istanti dalla fine, ci sono voluti i rigori. Nelle esecuzioni dagli undici metri, determinante la maggior esperienza dei laziali, che adesso troveranno il Catania, gara unica in casa, sulla strada di una semifinale che però riserverà la vincente tra Juventus e Milan, stavolta con un più umano scontro in due tempi, andata e ritorno. La Roma spera nel fattore campo che potrebbe sorreggerla nella sfida con la Fiorentina. Sempre che, per un regolamento folle, non si decida l'inversione di campo, perché la Lazio avrebbe la precedenza per l'Olimpico, basterebbe spostare la data per la gara della Roma, ma forse chiedere troppo alla logica perversa della Lega. Evitata la trasferta di Udine grazie al gol che Borja Valero ha siglato nel primo tempo. I friulani, che molto avevano sprecato, non sono riusciti a rimontare lo svantaggio e così si rinnoverà il duello tra Montella e Zeman, che aveva regalato gol e spettacolo nella recente sfida di campionato. A notte, nel tabellone arriva l'intruso, perché il secondo miracolo di Kone, dopo il capolavoro di campionato, regala i quarti agli scarti dispensa del Bologna, che per altro avevano creato grandi occasioni. Soltanto nel finale sfortunato il Napoli.