«Resto a Pescara» Ma rimanda la firma

Lavittoria del campionato di B con il Pescara ha restituito al tecnico boemo gli onori della cronaca. Il miracolo portato a termine in riva all'Adriatico ha addiruttura scomodato l'antico nemico Luciano Moggi, arrivato ad esaltare l'impresa biancazzurra. Zeman non ha però gradito, liquidando gli attestati di stima dell'ex dirigente con un «per favore non rovinatemi la giornata». Tutti cercano Zeman. La Roma qualche settimana fa, prima di buttarsi a capofitto su Montella, aveva pensato per qualche ora al 65enne allenatore del Pescara. Di sicuro ci avevano pensato i tifosi giallorossi che durante la gara dell'Olimpico con la Fiorentina, avevano esposto striscioni con scritto «Ridateci Zeman». Difficile che accada. Più fresco invece l'interesse della Lazio. In questo caso però il trainer biancazzurro ha dato poco credito alle voci provenienti dalla capitale, sponda biancoceleste: «Televisione e giornali ne dicono tante, ma non mi risulta che Faccini (ndr Alberto, è il professionista che cura gli interessi di Zeman) abbia parlato con il presidente Lotito. Altrimenti me lo avrebbe detto. Lui però si interressa solo dell'aspetto economico. Le trattative le porto avanti io. Da solo. La conferma? Non ho fretta». Ma il legame con Roma e Lazio è difficile da recidere. Ieri l'ultimo attestato di stima mandato da Zeman alla Roma, e in particolare a Totti che aveva definito il boemo «unico e inimitabile». La risposta dell'allenatore: «C'è rispetto reciproco. Francesco - ha dichiarato Zeman - ha iniziato a fare calcio ad alti livelli con me. In quei due anni fece molto bene. Evidentemente ci vogliamo bene». Difficile però che le parole di Totti servano a cambiare la decisione della Roma e di puntare su Montella, e di Zeman di restare in Abruzzo. Ma la firma ancora non c'è e questo fa nascere qualche dubbio.