Marquinho rimane, Heinze via

Tante,tantissime, soprattutto per quanto riguarda il mercato. Perché, è chiaro, che se l'asturiano deciderà con tutto il suo seguito di togliere le tende da Trigoria la campagna acquisti e cessioni sarà di un tipo e se invece opterà per proseguire in quello che lui stesso non ha «mai chiamato progetto» sarà di tutt'altro stampo. Discorso allenatore a parte, il borsino di chi resta e chi parte, al momento attuale, è ancora in divenire. Orientamenti di massima, mezze certezze e grandi manovre già partite: Marquinho dovrebbe essere riscattato, il rinnovo del prestito di Kjaer per un altro anno è fattibile, Gago è in bilico, Heinze è più vicino al ritorno in Argentina, Juan a restare al suo posto e gli svincolati Cassetti e Cicinho faranno le valigie. Le differenze da caso a caso, però, non mancano. Marquinho, con 3 gol in 11 presenze, si è ormai guadagnato il diritto di essere riscattato. La Roma, dal canto suo, è convinta che il brasiliano arrivato a gennaio possa essere prezioso anche in futuro e si è messa al lavoro. Il prezzo è fissato a 4,5 milioni, ma le prime chiacchierate con il Fluminense hanno fatto capire che la via che porta ad un piccolo sconto è percorribile. 3 milioni, quindi, potrebbero bastare per arrivare a dama. Per Kjaer, invece, Sabatini si è già mosso da qualche mese con il Wolfsburg. Al club della Volkswagen l'idea di un altro anno di prestito non dispiace. La prima risposta è stata un «se ne può parlare» a patto che a giugno 2013 il riscatto sia obbligatorio. «Si può fare», ridiscutendo sulle cifre, ha fatto sapere la Roma. Il discorso resta apertissimo e tendente al lieto fine. Per Gago, invece, il finale non è più scritto come un paio di mesi fa: le ultime prestazioni e l'ingaggio pesante dell'argentino più che il costo del cartellino da corrispondere al Real hanno messo tutto in stand-by. Più chiari i destini di Heinze e Juan: il primo, spinto dalla famiglia, è molto vicino al ritorno in Argentina nonostante abbia ottenuto il rinnovo automatico del contratto, mentre il secondo, vuoi per l'ingaggio e vuoi pure per la mancanza di alternative all'altezza, può restare a Roma per un'altra stagione. Una decisione, però, è stata presa su Tallo: il giovanotto, preso in considerazione da Luis Enrique dopo una serie di addestramenti specifici per favorirne la compatibilità con il «calcio associativo» dell'asturiano, verrà in qualche modo riscattato dal Chievo. Da tenere sotto controllo che piega prenderà l'attuale broncio di Stekelenburg. Una Roma fuori dall'Europa potrebbe acuire il «mal di pancia» del portierone olandese, anche se a Trigoria viene considerato un pilastro portante, e quindi incedibile, della Roma che verrà. Almeno gli ultimi giorni sono serviti a portare qualche buona notizia da Borriello e Pizarro: l'attaccante napoletano è andato a segno due volte nel giro di quattro giorni e il regista cileno ha fatto sapere di trovarsi bene al Manchester City. Adesso non è più così scontato che a giugno la Roma se li ritrovi entrambi sul groppone. In entrata, invece, il periodo di riflessione preso da Luis Enrique ha un po' rallentato il passo di Sabatini. Il ds, dopo essersi assicurato il terzino sinistro Dodò, continua comunque a incontrare procuratori, visionare giocatori e a scandagliare i mari del mercato. Nella lista della spesa, a prescindere da chi sarà l'allenatore, ci sono almeno un terzino destro, un difensore centrale, un centrocampista e un altro attaccante di qualità. Per Isla, nonostante l'Inter continui a essere in vantaggio, non è ancora stata detta l'ultima parola. I nomi caldi per il centro della difesa rimangono Subotic, Hummels, Howedes, Boly e Silvestre. Occhio anche ai brasiliani Arouca, Adrian e Felipe Anderson oltre all'olandese Eriksen per il centrocampo e a Destro e a un «Mister X» per l'attacco.