È ricomparso Il fascino discreto della borghesia

Ese per i siciliani il compito era facile, con la visita di un Novara alla canna del gas, le altre due hanno lanciato segnali importanti. A Marassi è caduto ancora il Napoli, sotto di tre gol e soltanto nel finale gratificato da qualche distrazione difensiva dei genoani per tentare, invano, una clamorosa rimonta. La vittoria viola nel derby toscano, stretta nelle dimensioni ma larghissima in relazione ai valori espressi, ha mostrato una squadra in grande crescita. Al solito, grandissimo Jovetic: forse il giocatore che, dopo Ibra, è il più determinante per la squadra di appartenenza, ma va apprezzato l'ottimo esordio di Amauri. Orecchie e musica, stavolta se le guadagna la Lazio, puntuale nel rispondere con grande temperamento ogni volta che l'opera di Reja viene messa in discussione dai tifosi, incuranti delle tante forzate rinunce. Pur con Brocchi e Mauri ai box, il tecnico fiurlano ha presentato a Verona una formazione solida, compatta e pratica. Cinque vittorie nelle ultime cinque visite al Bentegodi, ma guardare alla tradizione sarebbe riduttivo, i gol portano la firma di Hernanes, uno dei più criticati a Milano, ma soprattutto di Klose, al quale la Coppa Italia era stata risparmiata. Libera da ulteriori impegni, la Lazio si gode intanto il quarto posto, scavalcando l'Inter, senza precludersi ulteriori traguardi. Dopo sette vittorie in campionato, si è fermata anche la scalata di Ranieri, in una trasferta non impossibile come quella di Lecce. Manovra involuta, Sneijder sostituito nella ripresa senza apprezzabili progressi, il gol di Giacomazzi dopo quaranta minuti è rimasto vincente, ma la squadra di Cosmi ha anche pedine di lusso come Cuadrado e Muriel, la salvezza è a tre punti, distacco non proibitivo. Ha mancato una possibile occasione la Roma, alla fine il pari interno con il Bologna va accettato senza recriminazioni. Tante le occasioni create, è vero, ma quasi altrettante quelle concesse agli emiliani, nonostante la buona ispirazione di Stekelenburg e Heinze. Fantastica punizione di Pjanic per il pareggio, ci si domanda perché l'allievo di Juninho Pernambucano non sia sempre l'esecutore designato, visto che Totti non tira direttamente e si fa murare da barriere fin troppo ravvicinate. Gianfranco Giubilo