Finalmente, verrebbe da dire.

Invecele parole dette ieri dal centravanti alla radio ufficiale della società, le prime in Italia dal giorno della presentazione ad Auronzo, fanno chiarezza su quello che è il pensiero del giocatore sul suo momento di crisi. E mettono a tacere le voci che lo vedrebbero già stanco dell'esperienza italiana. «Io sono molto contento e soddisfatto di essere qui e delle critiche me ne fotto», esordisce il francese ai microfoni. I toni però via via si ammorbidiscono e Cisse torna più a riprese sul suo presunto desiderio di andar via, rispedendo tutto al mittente: «Non ho mai detto di voler lasciare la Lazio e non capisco come facciano certe voci a uscire fuori. In Italia si cerca sempre la polemica, specie negli ultimi tempi, ma quando leggo certe cose sul mio conto mi arrabbio. Se non si capisce il francese, è inutile ascoltare le mie interviste e poi tradurle male». Assodato questo, resta il momento difficile che l'attaccante sta attraversando: «Posso certemente fare meglio - ammette il francese - ma continuo a migliorare ogni giorno. Cerco sempre di fare gol, e quando non succede mi rattristo, ma non c'è altra soluzione che impegnarsi e continuare. Quello che io faccio tutte le volte che mi alleno». Qualcuno ha individuato le difficoltà dell'attaccante nel cambio di modulo - al Panathinaikos era l'unico riferimento offensivo - e nel passaggio dal campionato greco a quello italiano, molto più competitivo: «Qui si gioca un calcio diverso, è vero, le difese sono molto forti - si giustifica Cisse - e nel nuovo ruolo in cui gioco è normale che io non possa andare sempre al tiro, a volte sono costretto a passarla. Mi consolo con gli assist». Nella gara con la Juve, però, è arrivata anche una panchina amara: «Ma a me, dall'inizio della stagione, è toccato solo 3-4 volte. Ad alcuni compagni in molte più occasioni, quindi non capisco dove sia il problema. Così come sono totalmente false le voci che parlano di un mio rapporto difficile con Reja. Con l'allenatore va tutto benissimo, non capisco perché la gente cerchi sempre di trovare problemi dove non ce ne sono». Durante la sua astinenza dal gol il pubblico non ha mai smesso di incitarlo. Anche sabato scorso lo stadio è esploso in un boato quando lo speaker ha pronunciato il suo nome, nonostante stavolta figurasse tra i «panchinari»: «Io voglio ringraziare tutti, per me non è un momento facile ma contro la Juve ho sentito tutto l'affetto del pubblico. È facile sostenere chi sta facendo bene, assai più complicato essere dalla parte di un calciatore in flessione. Comunque voglio rassicurare tutti: non sono certo uno che scappa di fronte alle difficoltà». Ora c'è la partita con il Vaslui. La gara d'andata, il 15 settembre scorso, è stata anche l'ultima in cui Cisse ha segnato. «Dobbiamo conquistare i tre punti - attacca il francese - e io cercherò di fare gol come in ogni gara. Siamo in buone condizioni, contro la Juve abbiamo perso ma non abbiamo giocato male. Basterà mettere la stessa mentalità nella gara di Coppa per portare a casa la vittoria. All'Europa League ci teniamo». Resta qualche minuto per parlare del suo rapporto con i compagni di squadra («vado d'accordo con tutti, ma con Diakité è nata una vera e propria amicizia, mi ha aiutato ad inserirmi in ritiro») e con la città («Roma è bellissima, sono stato alla Cappella Sistina ed ho assistito a una messa»). Il finale è una promessa ai tifosi: «Per loro cercherò di fare sempre meglio. Il mio obiettivo è arrivare il più lontano possibile con la maglia della Lazio».