Chi sale

Unpizzico di fortuna, un grande portiere (Marchetti) ma anche tanto cinismo e capacità di saper soffrire nei momenti difficili: ecco il mix letale per gli avversari che porta al secondo posto i biancocelesti. La Lazio passa al Dall'Ara, vince la terza gara di seguito e conferma la predilezione per la trasferte dove ha conquistato 10 punti in 4 gare. Una sfortunata deviazione di Acquafresca su punizione di Hernanes e un gol di Lulic (il primo in biancoceleste) regolano un Bologna modesto in difesa, pericoloso in attacco. Finisce in gloria con i giocatori sotto i 500 tifosi impazziti per la nuova buona prova. Reja si presenta senza mezzo centrocampo: Brocchi, Gonzalez e Mauri sono fuori per infortunio e allora spazio a Lulic in mediana, una posizione inedita finora per il jolly bosniaco. Per il resto la difesa è quella titolare con Marchetti in porta, Konko e Radu sulle due fasce, Biava e Dias stagionata ma affidabile coppia centrale. In mezzo c'è Matuzalem a dirigere le operazioni mentre Ledesma viene dirottato sulla destra agendo da mezz'ala classica con Lulic sulle sinistra ed Hernanes vertice alto dello schema a rombo ormai scelto in modo definitivo. In attacco torna Klose rispetto alla sfortunata spedizione svizzera in Europa League, vicino al tedesco c'è sempre Cisse alla ricerca del gol scacciacrisi. Pioli, orfano di Diamanti, si affida al suo ottimo tridente Ramirez, Di Vaio, Acquafresca e presenta uno schema speculare a quello dei biancocelesti. Si parte con le lacrime agli occhi nel minuto di silenzio per la scomparsa di Marco Simoncelli. Otto minuti di studio e Ledesma ci prova dalla distanza, deviazione col piattone di Konko ma la conclusione del difensore finisce sul palo interno (sono già otto i legni colpiti tra coppa e campionato). Tant'è, il Bologna aspetta, la banda di Reja prova a fare la partita soprattutto sulla sinistra dove Lulic e Radu si presentano spesso al cross (girata alta di Cisse). Ramirez apre le ostilità dalle parti di Marchetti ma al 23' la gara si sblocca con un pizzico di fortuna: punizione di Hernanes e fortuita deviazione di Acquafresca nella sua porta. Come a Zurigo la Lazio si disunisce invece di trarre giovamento dal vantaggio e lo stesso attaccante rossoblù rischia subito di pareggiare nel giro di un minuto sfruttando un errore dello stralunato Biava. E non è tutto perché la reazione rossoblù è veemente tanto da produrre altre due azioni pericolosissime: prima è Ramirez a sfiorare il gol su punizione e, poco dopo, Acquafresca trova il salvataggio sulla linea di Lulic. È un monologo: Marchetti è strepitoso sui calci piazzati dell'indemoniato uruguaiano e conserva il vantaggio. Si riparte senza cambi e la Lazio che prova a salire di qualche metro per spezzare l'assalto dei padroni di casa. Ci riesce subito perché la difesa rossoblù è di burro: imbucata di Cisse, Lulic col piattone raddoppia. Il Bologna accusa il colpo, Pioli inserisce Pulzetti e Gimenez per rianimare i suoi e chiamare l'arrembaggio mentre Cisse chiede un rigore per una smanacciata di Cherubin su una sua conclusione. Al 17' Hernanes si blocca (distorsione alla caviglia) e Reja inserisce Scaloni: Ledesma si accentra per il più classico dei 4-4-2. Si fa male anche Matuzalem, dentro Cana. Il Bologna non c'è più, Cisse sfiora il gol che ma Agliardi devia in angolo. Bene così, la Lazio c'è.