Fabiana Pellegrino Questione di mentalità.

Adessol'oro è a un soffio e l'importante, come sostiene il cittì Sandro Campagna tanto per usare un eufemismo, è essere «incazzati». I ragazzi della pallanuoto spediscono la Croazia del maestro Rudic fuori dalla corsa all'oro e sono pronti per incontrare domani la Serbia, che ha superato l'Ungheria ai supplementari. «In questa partita c'era tutto, la tattica, l'impegno, l'agonismo - ha detto Campagna - siamo entrati in acqua con la mentalità vincente. Alla fine abbiamo commesso qualche ingenuità, ma ormai era fatta». E sulla finale l'allenatore è fiducioso: «Affronteremo la partita in modo diverso rispetto all'ultima finale, quella agli Europei di Zagabria con la Croazia. Sapremo cosa fare e dove colpirli». Campagna chiede l'oro ai suoi gladiatori e sa bene che questo è «solo» il riscaldamento in vista del vero obiettivo, Londra 2012. «Questa per me è la prima partita delle Olimpiadi - ha aggiunto - l'abbiamo vinta ed è un ottimo primo passo. I giochi però hanno una pressione diversa e sono molto più difficili da affrontare». A Shanghai il Settebello ha testato la sua tenuta mentale, ingrediente necessario per una squadra che non arrivava in una finale mondiale dalla rassegna iridata del 2003 a Barcellona. La nazionale azzurra ha messo al sicuro una medaglia importante dopo l'argento europeo del 2010 e quella nella World League del mese scorso persa proprio con la Serbia. E sui grandi miglioramenti il ct del Settebello dice: «sono fatti con il lavoro, la serietà, gli allenamenti, ma anche con la crescita dei giocatori, perchè senza giocatori non si va da nessuna parte». Svanito il sogno di una medaglia d'oro, oggi le ragazze affrontano invece la Russia per conquistare il bronzo. Dopo la cavalcata trionfale la voglia di salire sul podio è più forte che mai e loro, assicurano, quella medaglia la vogliono a tutti i costi.