La Roma svolta

Ore 9, via della Cava Aurelia, si chiude un'era. È arrivato il momento delle dimissioni: la famiglia Sensi esce in blocco dal consiglio d'amministrazione della Roma dopo 18 anni al timone. Una svolta storica aspettando il cambio di guardia vero e proprio, con la chiusura vendita al consorzio di Thomas Di Benedetto prevista per metà luglio. Oggi nasce una Roma «di passaggio»: Rosella, la sorella Silvia, la mamma Maria e la zia Angela Nanni lasciano il «board» per far posto a quattro membri del nuovo corso. Due nominati dagli americani, Claudio Fenucci e l'avvocato Mauro Baldissoni, altrettanti da Unicredit, compreso il vice direttore generale della banca Paolo Fiorentino che potrebbe diventare anche il presidente «momentaneo» del cda nel quale sono già presenti altri due uomini di Unicredit: Roberto Cappelli e Roberto Venturini. La polotrona di presidente vero e proprio spetta infatti a DiBenedetto che entrerà nel nuovo consiglio da 13 membri subito dopo il «closing» con Unicredit. Intanto oggi, oltre alla cooptazione dei quattro membri del cda, verrà convocata l'assemblea dei soci che a questo punto si terrà a fine luglio e nella quale si completeranno le nomine del nuovo «board». Ma il passaggio tecnico più rilevante per l'immediato sarà il trasferimento a Fenucci, prossimo direttore operativo delle finanze, di gran parte delle deleghe: il nuovo dirigente potrà così mettere le firme sulle operazioni di mercato che Sabatini concluderà nei prossimi giorni. I due si vedranno proprio oggi a Milano, mentre il futuro dg Baldini ha preferito rinviare il suo blitz a Roma e continua a guidare a distanza le strategie. Ma la Roma da stamattina può già mettersi in moto, senza dover richiedere delle procure alla vecchia società per ogni singolo affare, come è successo per Luis Enrique e le comproprietà. Lo slittamento della vendita agli americani ha reso necessario questo ennesimo passaggio intermedio. Gli avvocati sono a lavoro sui contratti di finanziamento concessi da Unicredit alla Roma (30 milioni più 10 milioni per il «vendor loan»): alcune condizioni non soddisfano i futuri proprietari. Si sta trattando su alcune clausole e non sui tassi di interesse che sono già stati concordati a Boston ad aprile prima della firma dell'accordo preliminare di vendita. Unicredit nei prossimi giorni risponderà ai «commenti» inviati dai legali dello studio Tonucci (advisor di DiBendetto) e si potrà iniziare a fissare la data del famigerato «closing» dell'affare. La settimana giusta dovrebbe essere quella tra il 7 e il 14 luglio. Proprio in quei giorni la squadra e Luis Enrique si raduneranno a Trigoria, il 13 per l'esattezza, e DiBenedetto vorrebbe parlare da presidente prima della partenza della squadra verso Riscone fissata per il 15. Al suo fianco avrà i primi acquisti ufficiali: preso Bojan, è in arrivo un portiere (Stekelenburg è in pole) ma entro due settimane potrebbero aggiungersi un altro paio di pezzi alla rosa. Per tranquillizzare Luis Enrique e una piazza smaniosa.