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Commercialista accusa ancora Beppe Signori

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«L'unico mio errore è essere andato a quell'incontro», aveva detto Beppe Signori in conferenza stampa a proposito di quel rendez-vuos nella serata del 15 marzo scorso nello studio dei suoi commercialisti bolognesi, Francesco Giannone e Manlio Bruni in cui l'ex bomber avrebbe respinto sdegnosamente la propsta di combinare alcun partite all'esame della Procura Cremona. «L'unico addebito mio è averlo avuto come cliente», è la risposta del commercialista Giannone dopo un faccia a faccia (il secondo) di quattro ore, davanti al procuratore Roberto Di Martino. Parole che rendono l'idea di quanto siano inconciliabili le verità raccontate dall'ex calciatore e dal professionista il quale ha confermato che tra il «Beppe nazionale», il titolare di agenzie di scommesse Massimo Erodiani e il calciatore Antonio Bellavista, entrambi arrestati, ci sono stati due incontri e non uno solo, quello nello studio, come sostenuto da Signori. Il legale di Giannone, Fausto Bruzzese, prova a smussare le asperità tra le due versioni e parla di «verità diverse». Quel che è certo è che il commercialista aveva dichiarato (e ieri ha confermato) che nel febbraio del 2011, «il discorso si estese poi anche a Signori in quanto aveva delle conoscenze che gli consentivano di scommettere sui mercati asiatici. Io sono stato coinvolto quale socio di Bruni e conosco peraltro Beppe Signori da sempre». «Confermo - aveva sostenuto - che Signori aveva un referente per fare queste scommesse, abitante o con collegamenti a Singapore dove effettivamente venivano effettuate le giocate. Il sito di riferimento per la verifica delle quote asiatiche è il sito Sbobet». Da quanto conosce Signori? «Da almeno dieci, dodici anni», risponde Giannone dopo l'interrogatorio di oggi. Siete ancora amici? «Non l'ho sentito», taglia corto.

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