Ora basta

La notte non fa sbollire la rabbia per una sconfitta determinata dagli errori dell'arbitro Banti. Lotito rincara la dose per lo scempio del San Paolo anche a nome degli azionisti che rappresenta. Stavolta però il designatore Nicchi, invece di chiedere scusa ai tifosi laziali per la direzione del suo protetto, come era successo per altre squadre, replica in maniera stizzita alle dichiarazioni del presidente biancoceleste: «Se ci sono cose da denunciare - dice Nicchi - si vada anche dalla magistratura. Capisco che i presidenti fanno degli investimenti e che per una società quotata in Borsa un errore può costare soldi. Il gol non dato a Brocchi? Tutti in tv hanno visto che il pallone era finito in rete, credo che in pochi se ne siano accorti al San Paolo. Mi farebbe piacere che Lotito smentisse le affermazioni attribuitegli, secondo le quali tutto sarebbe deciso». Lotito ha ribadito il suo sfogo usando toni più dolci ma la sostanza non cambia: la Lazio è stufa di essere penalizzata dagli arbitri come dimostra l'elenco che pubblichiamo qui a fianco. «La nostra è stata una sconfitta immeritata - ha precisato il presidente della Lazio - e le mie esternazioni erano su fatti che snaturano la certezza del diritto. Sono stupito dai commenti che si sono susseguiti alle mie parole, vogliamo solo vere uniformità di giudizio e di regole. Il calcio di una volta era romantico, ora con il fair play finanziario entrare in Champions o no sono 25 milioni di euro e io ho l'obbligo di tutelare la squadra e gli altri azionisti del club. Le compensazioni non ci sono state, la Lazio ha avuto due rigori e ci sono squadre che ne hanno avuti 13 (la Roma comprese anche le coppe, ndr). Sono per il rispetto delle regole, se non c'è obiettività la gente non ci va più a vedere le partite e questo significa sfiducia nella credibilità delle istituzioni». Riapre il capitolo del ricorso alla tecnologia che di sicuro toglierebbe molti dubbi su tante partite sospette: «Il gol era un metro dentro la porta - insiste Lotito - e io ho sollevato più volte la necessità della tecnologia per dare certezza ed evitare che ci siano errori. Ora dico solo che se la classifica non corrisponde alla meritocrazia ci dicessero che cosa dobbiamo fare. Creiamo le condizioni perchè queste cose non accadono». Di certo la veemenza della risposta di Nicchi non fa prevedere nulla di buono per la Lazio nelle prossime sette partite. Quando gli altri club hanno protestato (sarà un caso), hanno avuto dei benefici mentre la società biancoceleste è rimasta in silenzio rispettosa delle istituzioni ed è stata presa a schiaffi molte volte. Ora che la misura è colma e si prova a dire solo la verità con toni peraltro abbastanza pacati, il mondo arbitrale si ribella alle accuse. Incredibile.