Montella si gioca tutto

Neanche due settimane sulla panchina della Roma e già un bivio che non si puà sbagliare per Montella. Non che l'attuale dirigenza avesse chiesto miracolo all'ex bomber giallorosso quando è accorso al capezzale di una Roma devastata, ma tutti, lui compreso, sanno benissimo che far bene in questo ultimo squarcio di campionato potrebbe condizionare le decisioni del futuro per la Roma. Montella si sta giocando la sua grande chance e nei prossimi dieci giorni, arriveranno già i primi verdetti. A partire da stasera in una trasferta tutt'altro che semplice per questa Roma che vola a Lecce con un unico obiettivo: vincere. Tre punti che farebbero benissimo alla classifica «zoppa» dei giallorossi e morale in vista della trasferta di Champions in Ucraina dove Totti & Co. saranno chiamati al miracolo per restare agganciati alla massima competizione europea. Finito? Macchè, è solo l'inizio perché la domenica successiva c'è il derby della capitale contro la Lazio che al momento occupa l'ultimo posto buono per la Champions del prossimo anno. Sarà un derby che varrà quindi molto di più dei tre punti in classifica e del classico prestigio capitolino. Sarà un derby che molto probabilmente decreterà chi tra Roma e Lazio entrerà nel gotha del calcio europeo nella prossima stagione. Ma Montella vola basso e continua nella politica dei piccoli passi: il primo dei quali porta verso Lecce dove i giallorossi oggi non possono sbagliare. «Tra Lecce e Donetsk ci giochiamo molto» attacca il tecnico alla vigilia facendo finta di dimenticare l'appuntamento con la Lazio: uno di quelli che il suo precedessore non ha mai sbagliato. Visti gli ultimi avvenimenti, la contestazione e i problemi mentali di questa Roma, il fatto che le due prime partite di questi dieci giorni di fuoco si giocheranno lontano dall'Olimpico può essere un vantaggio per Montella che cerca di tenere alta la concentrazione dei suoi. «Siamo consapevoli che ci giochiamo molto. In Europa sappiamo di non poter sbagliare ma crediamo nel passaggio del turno mentre, anche se a Lecce non dovessimo fare risultato, penso che in campionato ci sarebbero ancora i margini». Obiettivo Via del Mare dunque. «Ma ogni partita nasconde pericoli e insidie e il Lecce è un'ottima squadra molto organizzata. Ha giocatori di valore e fiducia, ma ovviamente è anche una squadra che si può battere e noi andremo lì per cercare di vincere la partita». Ci crede perché ha visto bene la sua Roma. «I ragazzi stanno mettendo grande determinazione, voglia di riprendersi ciò che gli compete. Hanno grande spirito di rivalsa, vedo notevoli segnali positivi e grossi miglioramenti. La preparazione? Se ne è parlato a lungo e non voglio che diventi un alibi per la squadra. Il mio compito è quello di analizzare la situazione, cercare di intervenire e di risolvere il problema». Ma si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe quando parla dei cambi e dall'intensità richiesta ai giocatori che subentrano a partita in corso: il riferimento chiaro è a Menez. «Dai giocatori che sono subentrati nelle partite precedenti mi aspetto qualcosa in più, sia tecnicamente che mentalmente perché le partite si vincono sempre più nel quarto d'ora finale. Ma non voglio criminalizzare nessuno, a volte non si entra in partita non per mancanza di voglia ma perché magari non si riescono a trovare le distanze, ci può stare. Una volta, non due, perché poi un allenatore comincia a fare le sue valutazioni e ne le conclusioni». Chiusura su Mourinho e sulle voci che lo darebbero in avvicinamento a Roma: Montella ride e fa spallucce. «È un grande allenatore, ma ho detto dall'inizio che non mi turbo per queste voci: e comunque da qui alla fine della stagione... In ogni caso, finora di nomi ne ho sentiti pochi».